7 famose Fughe dal carcere

Le fughe dal carcere sembrano più il racconto di un film che qualcosa di reale, ma la fantasia cinematografica a volte si ispira alla realtà e altre viene superata da quella di chi cerca di sfuggire a una condanna.

È certo che le fughe di prigione e i “fuorilegge” che le hanno compiute hanno sempre affascinato il pubblico.

Probabilmente, ad accendere l’interesse è la pura sfida vinta da dei detenuti che, nonostante la presenza di rigide regole di sicurezza e di un’attenta sorveglianza, siano riusciti a scivolare via dal peso della legge.

Allora, alla luce dell’impresa, passa in secondo piano che siano dei gangster, degli assassini o dei “simpatici” ladri a compierla.

Fughe dal carcere: Alcatraz

La fuga da Alcatraz è una delle più famose della storia.

A tutti è nota la famosa isola al largo della Baia di San Francisco, dove i prigionieri più pericolosi negli Stati Uniti venivano inviati nella metà del XX secolo.

Era considerata la prigione più sicura del Paese, ma Frank Morris, Clarence e John Anglin provarono che non era proprio così.

le 7 famose Fughe dal carcere: Alcatraz
I protagonisti della fuga da Alcatraz.

Con grandi dosi di pazienza, cucchiai e coltelli rubati dalla cucina della prigione, scavarono per mesi una buca che permetteva loro di lasciare le loro celle e da lì l’isola.

Da quel momento in poi il loro nascondiglio è rimasto un mistero e le autorità li considerano morti mentre cercavano di attraversare le fredde acque piene di correnti della baia.

Ma nel gennaio 2018, una lettera che fu analizzata dall’FBI nel 2013 fece il giro del mondo.

C’era scritto:

«Mi chiamo John Anglin e sono scappato da Alcatraz nel giugno del 1962 con mio fratello Clarence e Frank Morris.

Ora ho 83 anni e sono in cattive condizioni di salute. Ho un cancro. Frank è morto nell’ottobre 2005, è stato sepolto sotto falso nome.

Mio fratello è morto nel 2011. Se mi verrà promesso che non farò più di un anno di carcere, e che riceverò cure mediche, scriverò per far sapere esattamente dove sono. Non è uno scherzo».

L’FBI non ha negato la sua autenticità.

Fughe dal carcere: Il maestro di Yoga Choi Gap-Bok

Choi Gap-Bok insegnava yoga nella Corea del Sud prima di essere mandato in prigione per rapina nel 2012.

Una volta nella sua cella, usò le sue abilità conseguite in quell’arte millenaria per fuggire.

Si cosparse il corpo di olio e scivolò attraverso il buco dal quale gli davano il vassoio del cibo.

Passò in uno spazio alto circa 15 centimetri e largo 45 centimetri e, secondo le indagini della polizia, in poco più di 30 secondi.

Lasciando sul letto un fantoccio fatta con i suoi cuscini si allontanò dalla cella, ma fu presto ricatturato. Naturalmente la nuova cella aveva delle aperture più piccole…

Fughe dal carcere: Chapo Guzmán

7 Fughe dal carcere: El Chapo Guzmán
El Chapo Guzmán

Chapo Guzmán (nato come Joaquín Archivaldo Guzmán Loera a La Tuna, Badiraguato, 4 aprile 1957) è uno dei signori della droga e il leader del cartello di Sinaloa (La Federación de Sinaloa).

“El Chapo” o “El Rápido” (questi i suoi soprannomi più noti) ha una certa allergia al carcere che lo hanno portato compiere alcune delle fughe più incredibili della storia dell’America Latina.

È riuscito a sfuggire alle sue molteplici condanne una volta in un carrello della lavanderia e la seconda attraverso un tunnel lungo più di 1,5 chilometri.

Quest’ultimo ebbe luogo nell’estate del 2015, quando Guzmán fece un buco nella sua cella (nell’area doccia dove non c’erano telecamere) fino a un tunnel scavato dai suoi complici.

Da lì, lungo tutto il condotto fuggì su una moto.

La prigione in cui si trovava era considerata la più sicura in America Latina.

È stato fuggiasco fino a gennaio 2016 e, dopo la sua nuova cattura, è stato estradato negli Stati Uniti dove sarà giudicato per molti crimini, fra questi: omicidio, corruzione e importazione di droga.

Fughe dal carcere: Gli Urabeños

I protagonisti, in questo caso, appartengono a Los Urabeños (conosciuti anche come “El Clan del Golfo” o Clan Úsuga), impegnata nel narcotraffico e in tutte quelle “attività collaterali” necessarie allo sviluppo di questo genere di affari.

Quando quattro membri del gruppo criminale Los Urabeños sfuggirono, nel 2014, da un carcere di Medellín, in Colombia, anche il presidente Juan Manuel Santos dovette agire in merito.

I condannati, fra questi Nini Johana la sorella del massimo capo del clan Darío Antonio Úsuga e, con lei altri tre appartenenti all’organizzazione.

Utilizzarono documenti falsi in cui veniva loro concessa la libertà immediata.

Se ne andarono tranquillamente dalla porta principale della prigione e fino a diverse ore dopo, inspiegabilmente, nessuno scoprì che si trattava di una fuga silenziosa e… “legale”.

Fughe dal carcere: Michel Vaujour, la fuga d’amore

Michel Vaujour è forse la persona che è fuggita in più occasioni da una prigione francese: l’ha fatto cinque volte e, l’ultima volta, fu in un elicottero pilotato da sua moglie.

Accadde nel 26 maggio 1986 nel carcere di La Santé.

Dopo aver superato alcuni corsi pilota per elicotteri, Nadine Vaujour ne affittò uno, lo portò nel cortile della prigione e lanciò una corda a suo marito per salire sull’aereo.

La fuga lo avrebbe portato in giro per mezzo mondo prima di essere nuovamente catturato.

Mesi dopo questa ultima fuga, infatti, venne colpito da un poliziotto durante una rapina in banca e finì in coma. Quando si svegliò, venne di nuovo rinchiuso in prigione.

Nel 2003, venne scarcerato per buon comportamento e Vaujour uscì dal carcere legalmente.

In un documentario dal titolo ironico, Ne me libérez pas je m’en charge (non mi liberate, faccio da solo) avrebbe poi raccontato la sua fuga.

Fughe dal carcere: John Dillinger e una fuga pulita

John Dillinger fu arrestato per il furto di diverse banche.

Per fuggire dalla prigione di Crown Point in Indiana, si costruì una pistola falsa con un pezzo di sapone (o di legno, a seconda delle versioni) e, minacciando le guardie della prigione, rubò la nuova auto dello sceriffo, una Ford V8.

Questo però lo portò anche all’errore di attraversare il confine.

Così facendo, con un’auto rubata, implicò l’FBI nella sua ricerca.

Nell’estate del 1934 agenti dell’FBI allora diretta da J. Edgar Hoover che lo aveva considerato il nemico pubblico n. 1, lo localizzarono in un cinema, attesero che uscisse e lo “crivellarono” fino alla morte.

Fughe dal carcere: Billy Hayes da un carcere turco

Billy Hayes (New York, 3 aprile 1947) venne condannato a 30 anni in una prigione turca per contrabbando di droga nel 1970.

Allora era un 22enne americano che voleva contrabbandare hashish fuori dalla Turchia ma venne arrestato e nella terribile prigione di Sagmalicar a Istanbul restò rinchiuso per un anno.

La fuga che avvenne quando, nel 1975, venne spostato nell’isola di İmralı. Da lì sarebbe poi scappato in Grecia e quindi negli Stati Uniti.

La sua storia avrebbe poi ispirato il film di successo Fuga di mezzanotte (1978) di Alan Parker.

Certamente queste 7 famose fughe dal carcere rappresentano il modo di porre termine ad una condanna più accattivante (e interessante se diventa anche un film o un documentario), ma non “sorprendente” come David Marshall Williams che uscì di prigione grazie al suo talento con le armi.

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