Bentornati amici lettori di CaffèBook per l’odierna occasione avremo una variazione sul tema. Normalmente intervistiamo artisti del passato oggi invece saremo in compagnia dell’artista Andreina Giorgia Carpenito attualmente al lavoro per la realizzazione di un opera al cui termine potrà considerarsi il più grande mosaico del mondo

Andreina e il mosaico più grande del mondo

Articolo Intervista con l’artista Andreina Giorgia Carpenito di Walter Festuccia foto di Andreina, su CaffèBook ( caffebook .it)

 

C’è una motivazione per la quale abbiamo cambiato programma poichè, intervistandola, oggi vogliamo farle prendere un giorno, solo un benedetto giorno, di fantasiosa vacanza. Stà lavorando duro al compimento della sua grande impresa quindi ci parlerà del mosaico di Andreina e noi la porteremo in gita sul fiume Tevere a bordo del battello Ave Cesare un imbarcazione in stile vecchia Roma spinta dal motore elettrico alimentato da energia solare ricavata dalla vela composta di pannelli solari issata sul pennone. A poppa il timoniere, a prua dipinti gli occhi dell’imperatore Cesare, un mezzo ecologico ed economico, per navigare basta inserire due Sesterzi nella gettoniera. Dite che non avete due Sesterzi? Vi consiglio di trovarli perchè Glauco, il timoniere, butta a fiume chi non è in possesso del biglietto.

– Ciao Andreina felice di incontrarti, forza sali a bordo.
Le stringo la mano la presa è forte.
– Ciao Walter bello questo mezzo di locomozione.

– Beh sì nel futuro possono succedere un sacco di cose, si alza la vela let’s go. Andreina questo tuo progetto parte da lontano.

– Sì come nelle fiabe c’era una volta nel 1967, mezzo secolo fà, una chiesetta a un tiro di schioppo da Arezzo, la chiesa dello Spirito Santo nel paesino di tremila anime di Indicatore, aveva un architettura moderna per quell’epoca, tre navate verso il cielo, un sicuro alito di sacralità ma freddo nell’essenziale robustezza del grigio cemento. Il grigio è un colore solenne, ma nel 1996 il parroco pensa che sia ora di miscelare quella tonalità con altre tinte è la fusione che genera energia la potenza dell’arte per scongiurare la demolizione della chiesa. Così mi incarica di trasformarla e da lì è partito un sogno a colori, è una storia molto lunga hai a disposizione circa vent’anni per ascoltarla?

Andreina sotto la sua corazza, sotto la grande forza di volontà, sotto due bicipiti di coraggio gonfi di pazzia creativa è una persona che parla il giusto è troppo abituata a lavorare e quando si lavora è meglio non parlare troppo e così gli risparmio la cronaca lunghissima di giorni e giorni di lavoro dedicati a qualcosa di assai profondo.

– Andreina mi farebbe piacere se tu parlassi del tuo mosaico senza fine ma che un giorno con un click del Creatore si accenderà.

– Oh certo hai presente la puzza del gas di scarico delle automobili, l’intreccio di carozzerie roventi sotto il sole e il rombo dei motori che fà vibrare la terra?

– Sì

– Bene avevamo deciso che il parcheggio delle auto davanti alla chiesa andava sostituito da uno spazio di aggregazione dove la gente poteva incontrarsi, camminare, parlare sentire sotto i piedi la terra come una carezza al cuore. Serviva un sagrato per accompagnare la umana fede ma ancora del cemento non era possibile, allora nelle mie orecchie  echeggiò un suono…Gaudììì…Gaudììì  quell’accento sulla  lettera “i” che mi illuminò la mente.

Un mosaico sarebbe stata la soluzione, c’era molto da lavorare chi trova un amico trova un tesoro e per fortuna io in questo ero ben fornita. Don Santi Chioccioli diede l’input per il primo mosaico dedicato alla “Visione di Ezechiele” passarono due anni di sacrificio e lavoro intenso una sfida alla mia passione, a me stessa ma non avevo tempo per pensare, 240 metri ne fu il primo risultato.

Andreina era incominciata una grande avventura.

– Sì certamente a questo punto il mondo aspettava da noi l’impresa che non si trattava di un record ma di un messaggio d’amore per tutta l’umanità. E così continuammo ad allargare il progetto di mosaigizzare tutto lo spazio disponibile, metri quadrati infiniti di energia sacra da riempire con tonnellate di materiale.

Io intanto mi sentivo come un maratoneta, un passo dietro l’altro sempre avanti senza potermi arrendere. Il progetto costava molto in termini fisici e economici, ma lungo il percorso incontravo mani da stringere, volti sorridenti, aiuti insperati, aiuti concreti da gente varia pronta a darci una mano e poi tanti artisti provenienti da tutto il mondo.

Il mosaico è un opera artistica molto particolare richiede una grande manualità e tanta pazienza. Gli strumenti da lavoro, martello, pinza, sacchetti di cemento, l’impastare la colla e tutto il resto: un grande impegno per tutto il corpo che richiedeva uno sforzo non indifferente. In un cantiere così ampio tantissimi artisti si sono alternati per questa realizzazione. Artisti differenti per provenienza ed esperienza eppure uniti da un obbiettivo da raggiungere: non sono mai stata sola a correre questa maratona speciale.

Andreina sai come si dice a Roma “Co tanti galli a cantà nun se fà mai giorno” credo che sei stata grandissima a gestire tanta gente tutta insieme.
– Hai ragione, credo che a Roma dite pure “Chi là vò cotta chi la vò cruda
– Sìiii

– Durante tutti questi anni certo che ci sono stati momenti in salita, ma riusciamo a tirare dritto grazie al piacere di lavorare e l’arte in questo compie miracoli. Sono molto sintetica, potrei dirti tante cose, tanti aneddoti, voglio dirti semplicemente che tutta la vita è un continuo miracolo e noi purtroppo non ce ne accorgiamo troppo spesso, ma quando ci troviamo dentro con tutte le scarpe in questo mare di emozioni è tutto così meraviglioso.

Ave Cesare naviga dolcemente sul Tevere e Roma intorno a noi ci abbraccia con la sua storia millenaria. Mentre parliamo del mosaico che scriverà una pagina nella storia dell’arte universale io e Andreina ci prendiamo un caffè al tamarindo, ancora un intermezzo di fantasia in questo racconto così bello. Per ora non lo vedrete in tv o sulle prime pagine dei giornali, il mosaico di Andreina nel piccolo paesino di Incantatore non fà notizia. Ora i protagonisti, tutte le centinaia di persone che stanno contribuendo all’opera, sono sognatori silenziosi, lavorano senza i riflettori, vanno avanti da anni a fari spenti, siamo sul Tevere eccola là la maestosità del cuppolone eppure quest’opera non sarà la “Fabbrica di S.Pietro” e quando sarà terminata…

-Walter quando sarà terminata ci sarà una grande festa, avremo materializzato un sogno e vinta una battaglia per la vita.

Andreina siamo giunti al termine, ti ringrazio, vorrei abbracciarti e dirti forza e coraggio, amici lettori di CaffèBook potete continuare a seguire il percorso del mosaico di Andreina Giorgia Carpenito tutti i giovedì fra le pagine del nostro magazine, pertanto vi salutiamo e vi aspettiamo alla prossima intervista.

 

Articolo Intervista con l’artista Andreina Giorgia Carpenito di Walter Festuccia foto di Andreina, su CaffèBook ( caffebook .it)

 

{youtube}Bbb40QxePxQ{/youtube}