Nata a Roma nel 1965, laureata in Lingua e Cultura per l'impresa, vivo a Lunano(PU). Appassionata di traduzione da italiano a inglese e viceversa di testi dal contenuto vario. Traduttrice volontaria per scopi umanitari, ho eseguito varie traduzioni per numerose NGO di tutto il mondo. Ho conseguito il Cambridge Proficiency in English e sono appassionata lettrice dei classici della letteratura inglese. Amo tradurre perché rappresenta un'autentica sfida del processo di comunicazione.

Quanto vale il nostro tempo?

Alcune persone avrebbero qualche difficoltà a rispondere.

Ma per chi fa parte di una banca del tempo non è un problema:

un’ora di tempo è uguale a un TimeCredit.

La banca del tempo si basa su un concetto molto antico che si integra perfettamente con la sharing economy. I membri offrono le loro competenze e servizi in cambio di crediti in tempo che possono essere spesi per tutto, dalle lezioni di lingua straniera al baby sitting, tutti forniti da altri membri della stessa comunità.

Ogni ora spesa o guadagnata ha lo stesso identico valore, indipendentemente dal fatto che siano lezioni di tuba o dipingere una staccionata.

Sebbene la prima banca del tempo ufficiale sia stata fondata in Giappone nel 1973 da Teruko Mizushima, il concetto risale al 1832 e precisamente alla National Equitable Labour Exchange (Borsa nazionale del lavoro equo) di Londra, fondata da Robert Owen, imprenditore e sindacalista gallese.

La Borsa emetteva veri e propri “Buoni lavoro” simili a banconote, con stampato il numero delle ore da 1 a 80. Durante la Grande Depressione, sorsero delle banche del tempo anche negli Stati Uniti. Tuttavia fu Edgar Cahn, CEO di Timebanks USA, che in realtà contribuì a diffonderne la pratica quando creò Time Dollars, promuovendolo come sistema di rafforzamento dei legami tra le comunità.

Le banche del tempo oggi si fondano su cinque valori fondamentali:

Ciascuno rappresenta una risorsa

A qualsiasi prestazione non corrisponde un corrispettivo monetario

Reciprocità nell’aiutare

Oggi i social network (e direi le piattaforme di produttività) sono ormai necessari.

Rispetto verso tutti i membri soci.

Questi sono sparsi in tutto il mondo. Nel Regno Unito, ad esempio, più di 290 banche del tempo sono parte integrante del Timebanking UK, che conta oltre 32.000 membri (è possibile trovare la più vicina facendo una semplice ricerca sul sito).

Le tecnologie digitali hanno contribuito a diffondere il loro raggio d’ azione, comprendendo tutti, da millennial sottoccupati a genitori a tempo pieno. Basta qualche click del mouse e chiunque può partecipare; le applicazioni mobili e le piattaforme online rendono molto più facile tenere traccia e assegnare i vari compiti.

Lo stato attuale dell’economia globale ha sicuramente giocato a favore delle banche del tempo.

Le persone sono sempre più desiderose di trovare modi alternativi di sfruttare le proprie capacità e risorse tramite la crowd economy. Ad esempio, se non si riesce a trovare qualcuno disposto a pagare in contanti per imparare una lingua o per delle ripetizioni di matematica ai figli,

perché non vedere se è possibile trovare qualcuno che è disposto a pagare con il tempo?

Sono convinta che ci siano innumerevoli persone in grado di trarre vantaggio dal time banking. Questo sistema attinge dalla ricchezza di buona volontà all’interno di una comunità, permettendo a chiunque di scambiare le proprie competenze e know-how per ricevere ciò di cui necessita. Coloro che abitualmente ricevono prestazioni, saranno in grado di guadagnare fiducia, possibilità di contatto sociale e competenze attraverso i servizi che offriranno ad altri.

E’ uno sbocco ideale per le persone che vogliono fare volontariato, ma che non possono, per qualsiasi ragione, ricoprire un ruolo ufficiale presso un ente di beneficenza.

 
Le seguenti banche del tempo sono un ottimo punto di partenza per saperne di più:

 

TimeRepublik, fondata nel 2012 da Gabriele Donati e Karim Varini, ha più di 100.000 talenti condivisi in più di 110 paesi in tutto il mondo.

Le attività condivise sono tra le più svariate:

lezioni di cucina, manutenzione casalinga, accompagnamento e ospitalità, baby sitting, cura di piante e animali, supporto uso computer, yoga, ripetizioni scolastiche e italiano per stranieri, consigli legali ecc.

Anche il tempo dedicato all’organizzazione di riunioni o feste viene in genere valutato come tempo scambiato e quindi accreditato o addebitato nel conto personale del socio.

E’ un ottimo modo per le persone di attingere a competenze che altrimenti potrebbero non essere in grado di permettersi.

Ad esempio, un graphic designer in pensione, che vive a San Francisco, ha creato un volantino per gli imprenditori adolescenti in Marocco.

Gli utenti elencano le loro abilità e passioni sulla directory della piattaforma e ricevono feedback dagli altri membri.

Le recensioni positive aumentano la visibilità e permettono guadagnare badge di merito che conducono a più opportunità di lavoro e a guadagnare altro tempo.

 

 

Echo, abbreviazione di Economy Hours, utilizza la propria versione di TimeCredit chiamato Echoes.

La piattaforma riunisce le popolazioni e organizzazioni in un determinato territorio:

imprese, enti di beneficenza, consigli e centri ricreativi, per creare un’economia del tempo diffusa a livello territoriale.

Sono specializzati nel supporto alle imprese, dalle piccole start-up alle grandi aziende, mirato allo sblocco di risorse dormienti e accesso a servizi professionali senza un eccessivo esborso finanziario.

All’incirca 500 organizzazioni hanno già condiviso competenze e risorse sulla piattaforma, oltre a numerosi privati.

 

 

 

 

 

 

 

 

( Tratto e tradotto da: Time banking – what is it and why should you bother? da Emanuela Ciocchetti Timerepublik Ambassador)

 

 

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