L’importanza della Semantica: 

parole e comprensione per un mondo migliore. 

Arrivati ad una certa età tutti sono convinti, nella loro lingua, di conoscere tutto, quasi tutte le parole e di attribuire i giusti significati a concetti complessi, meno complessi, a messaggi che vengono dai media…

 

Ma da una ventina d’anni a questa parte non ci si è resi conto della continua “commistione” di parole inglesi con quelle italiane, per non parlare di una vera e propria contaminazione della nostra lingua, in molti termini di natura tecnica, giuridica, sociale, lavorativa, ecc… Qualcuno potrebbe obiettare che il mondo è ormai, piaccia o meno, globalizzato, che soprattutto l’inglese è una lingua leader della comunicazione e del mercato, e che, dunque, non ci si dovrebbe meravigliare di tutto ciò.

In parte è vero, ma è altrettanto importante da parte nostra constatare quanto i termini inglesi, in questo caso, siano diventati oggetto di vera e propria distorsione semantica da parte dei media mainstream (grandi tv e radio, ormai i giornali cartacei hanno vita breve) che li usano, appunto distorcendo il loro reale significato, con il risultato, a volte intenzionale a volte solo causa di ignoranza, di non informare correttamente, e l’informazione è una componente fondamentale della nostra società.

 

Cosa significano le parole spending review?

Partiamo da alcuni esempi di significati economici sbagliati, che vengono divulgati utilizzando male i termini inglesi. Nell’ormai sempre più costante “abitudine” dei governi di cercare di risolvere i problemi economici con il taglio della spesa, si pensa di “indorare la pillola”, camuffando questa azione (il taglio della spesa) utilizzando il termine Spending review (se ci pensate lo sentiamo dire in tv praticamente sempre). Ma spending review, in inglese, non è il taglio della spesa, ma solo una sua revisione che non comporta un minor apporto di denaro ma solo una diversa distribuzione delle risorse.

Se ho 100 dollari, ad esempio, li dovrò spendere meglio, ma dovranno rimanere 100, non diventare, magari, 70… “Indorare la pillola” è un vecchio vizio dei governi italiani e dei media (di tutto il mondo), ma in tal caso il cittadino potrebbe essere indotto a pensare che ci sia in atto una virtuosa revisione e che soldi sprecati in attività sbagliate, dannose o semplicemente inutili, siano invece reinvestiti meglio, in ospedali, cura delle persone, e cosi via… SBAGLIATO. Nulla di tutto ciò avviene. Dunque, per indicare ciò che realmente avviene in Italia quando si parla di “revisione della spesa” si intende, appunto, un “taglio” della spesa, una sua riduzione. Pertanto il termine Spending review è errato, e bisognerebbe indicare il termine esatto, che si usa nel linguaggio economico anglosassone e che è, invece, Cut spending…

 

Per quest’oggi abbiamo fatto una iniziale disamina, ma siamo sicuri che leggendo questo post vi saranno già venute in mente tante altre definizioni errate, utilizzando “surrettiziamente” la lingua inglese, o perché no, altre lingue. Potete, ovviamente inviarcele per email. Per ora noi ci fermiamo. Ma le “distorsioni” non sono finite. Anzi… Alla Prossima “puntata”!!