Marty McFly torna indietro nel tempo: l'incanto polverizzato di Michael J. Fox
Lunedì 19 ottobre, alle 21.15 su TwentySeven, il grande ritorno a casa di Marty McFly: «Ritorno al futuro II» di Robert Zemeckis (1989) farà vibrare gli spettatori con la magia di un'epoca in cui il cinema credeva davvero nel domani. E il volto di Michael J. Fox – nato ad Edmonton, in Canada, il 9 giugno 1961 – resta, per sempre, l'incarnazione stessa dell'energia trasformativa del cinema d'autore. La sua storia però non è solo successo e on-screen magic: è anche un conto alla rovescia di coraggio. A 18 anni, Michael – al nome completo Michael Andrew Fox – si trasferì a Los Angeles con un solo sogno: diventare un attore. Ma quando si iscrisse alla Screen Actors Guild, la realtà gli diede un piccolo, ma significativo, lezzo: non poteva usare il nome 'Michael Fox', perché un altro attore lo aveva già fatto. Così, con l'istinto da storyteller che lo caratterizza, decise di rubare una lettera dal nome di un eroe personale: Michael J. Pollard. La 'J' non era solo un iniziale – era un omaggio, un’identità, una dichiarazione. E forse è proprio questa capacità di trasformare un ostacolo in un’opportunità, un nome in un’eredità, che ha reso Michael J. Fox non solo un’icona del cinema, ma un simbolo luminoso di come il talento, l’audacia e l’ottimismo possano davvero cambiare il mondo. Un film che non è solo un classico: è un viaggio nel cuore di chi sa credere nel potere della speranza.