Kitagawa e le spugne molecolari: l’aria come oro invisibile per superare l’era estrattiva

Susumu Kitagawa, premio Nobel per la Chimica 2025, è stato ospite di BergamoScienza dove ha illustrato le potenzialità delle «spugne molecolari» (Metal‑Organic Frameworks, MOF) capaci di catturare e rilasciare selettivamente diversi gas. Secondo il ricercatore giapponese, questa tecnologia permette di abbandonare la civiltà estrattiva basata su petrolio, metano e carbone e di passare a quella della separazione: prelevare direttamente dall’aria ossigeno, idrogeno, anidride carbonica e altri composti per produrre energia, cibo, fertilizzanti e persino materiali da costruzione.

Il cuore della dimostrazione è stato Cubitan, un cubo di soli dieci chili che contiene la stessa quantità di gas di una bombola da sessanta chili, rendendo superflui interi tronchi di gasdotti grazie a una maggiore semplicità e sicurezza. Kitagawa ha spiegato che i legami delle spugne ricordano quelli dei Geomag: strutture flessibili formate da ioni metallici e molecole organiche che si adattano alle forme dei gas da intrappolare, una proprietà che ha ispirato anche una cravatta disegnata con quei motivi geometrici.

Finora sono stati sintetizzati oltre 130 mila nuovi materiali, tra cui filtri e sistemi di accumulo sicuri, e nascono già 57 start‑up, molte delle quali originate dall’Università di Kyoto, dove Kitagawa è professore distinto. Il premio Nobel ha accennato a possibili applicazioni biomediche: le MOF hanno già assorbito ossido nitrico in ferite aperte, favorendo la guarigione, ma servirà sviluppare versioni biodegradabili, sostituendo gli ioni metallici con particelle di calcio riassorbibili.

Il pensiero di Kitagawa affonda radici nella filosofia di Eraclito («panta rei») e nella teoria dell’utilità dell’inutile: studiare un rame apparentemente privo di uso ha aperto la strada a scoperte inattese. Allievo di un premio Nobel a sua volta, ha ricordato che tredici ricercatori dell’Università di Kyoto hanno ricevuto il riconoscimento svedese, frutto della massima libertà di pensiero coltivata nell’ateneo.

Al termine della relazione, il presidente della Fondazione BergamoScienza Andrea Moltrasio e il direttore scientifico Telmo Pievani hanno consegnato allo scienziato la targa «Rita Levi Montalcini memorial lectures», riconoscendo il contributo di una ricerca che, sebbene avvolta da un tono quasi fantascientifico, si sta già traducendo in realtà concreta.

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