Addio a Tinto Brass, l’epoca del cinema erotico si chiude: la carriera di Debora Caprioglio tra scandali, rinascita e teatro
La morte del regista a 93 anni segna la fine di un’epoca, mentre l’attrice veneta racconta il suo percorso da icona di *Paprika* a protagonista del teatro contemporaneo.
Mercoledì 4 novembre a Roma è morto Tinto Brass, il regista visionario che ha definito l’era erotica del cinema italiano dagli anni ’70. La sua scomparsa chiude un capitolo fondamentale della cinematografia nazionale, un’eredità che tocca direttamente Debora Caprioglio, l’attrice che grazie a Paprika esplose nella scena degli anni ’80.
Con Paprika la Caprioglio vivrà un’improvvisa e travolgente ascesa di popolarità, un successo che all’inizio elle stessa ha definito sorprendente e che ha trasformato la sua carriera in un batter d’occhio. Quell’esperienza, però, l’ha costretta a confrontarsi con scelte scomode e con una visibilità che ha rischiato di ridurla a mero oggetto di desiderio.
A 18 anni, durante un concorso di bellezza in margine alla Mostra del Cinema di Venezia, incontrò Klaus Kinski, con il quale poi recitò in Paganini (1989). Il loro rapporto, segnato da un’enorme differenza d’età, generò pregiudizi pubblici, ma la giovane Mestreña ha continuato a perseguire la sua strada con determinazione.
Per sfuggire alla ripetizione dei ruoli stereotipati, la Caprioglio si spostò verso la televisione, dove affiancò Maurizio Costanzo al programma Buona domenica, dimostrando una versatilità che le permise di scegliere con autonomia i propri progetti cinematografici.
Oggi, con un’ironia disarmante, gestisce il suo status di sex symbol e dichiara di voler recitare fino a 90 anni, un obiettivo che ha concretizzato tornando al teatro, iniziato grazie a Francesca Archibugi in Con gli occhi chiusi e attualmente rappresentato da Plaza Suite al Teatro Manzoni con Corrado Tedeschi.
Caprioglio respinge categoricamente voci su flirt con Brass o con l’ex ct Sven‑Göran Eriksson, e racconta una vita privata serena, radicata a Mestre, dove la madre desiderava un medico ma lei ha scelto l’arte. Ha superato periodi di depressione per scarsa attività lavorativa, rimpiange solo la spensieratezza giovanile e, curiosamente, ha visitato la mostra dedicata a Brass a Roma qualche anno dopo la sua morte senza parteciparvi.