Sarah Felberbaum adotta la figliastra Gaia: il lutto per il padre e la rinascita grazie alla famiglia
SUBHEADING: L'attrice racconta in esclusiva al settimanale 'F' il periodo buio dopo la morte del genitore a 96 anni, il legame speciale con Gaia e il concerto di Cesare Cremonini che l'ha aiutata a rialzarsi.
ROMA – Intervistata dal settimanale "F", che le ha dedicato la copertina, Sarah Felberbaum ha rivelato di aver ufficialmente adottato Gaia, 21 anni, figlia del primo matrimonio del marito Daniele De Rossi. «Gaia ha chiesto di essere adottata e io ho accettato con gioia», racconta l'attrice, sottolineando però che, per legge, la richiesta deve partire dall’adottante. Il legame tra Sarah e Gaia è evidente dai ripetuti messaggi d’affetto condivisi sui social, l’ultimo risalente al 16 luglio.
Il motivo scatenante di questa decisione affonda però in un dolore profondo: tre mesi fa è scomparso il padre di Sarah, Harvey, all’età di 96 anni. «Non ho mai provato un dolore così grande – ammette l’attrice – . Sapevo che il tempo stava per scadere, ma accettare l’idea di non potergli più parlare è ancora difficile». Il lutto l’ha spinta a isolarsi, a chiudersi in sé stessa per soffrire in silenzio.
È stata la famiglia a tenderle la mano. Una sera, su insistenza di Olivia e Noah, Sarah ha accettato di andare al concerto di Cesare Cremonini al Circo Massimo. «Il mio sistema nervoso era sovraccarico – racconta – . Pensavo: “non devo, non voglio essere qui”. Poi, per un attimo, sono riuscita a cantare e ballare, ho dimenticato il dolore e, nello stesso tempo, ho provato vergogna per quel lampo di leggerezza. Sono scoppiata a piangere».
Quel momento di fragilità è diventato pubblico lo scorso giugno, quando Sarah ha pubblicato un post su Instagram confessando di stare attraversando «uno dei momenti più brutti della mia vita, dopo un anno complicato». La risposta è stata un’ondata di messaggi d’amore e gratitudine. «Ammettere la sofferenza, la fragilità, non è più un tabù – afferma oggi l’attrice – e dire che si va in terapia non è una vergogna». Già in passato aveva parlato apertamente della depressione e dei disturbi alimentari seguiti alla nascita del secondo figlio, confermando che, per lei, condividere il dolore è un modo per elaborarlo.
Ora, tra New York dove Gaia studia, Genova dove Daniele allena il Grifone e Roma dove vive con Olivia e Noah, Sarah sta lentamente rimettendo insieme i pezzi della sua vita, sostenuta dall’amore della famiglia e dalla consapevolezza che chiedere aiuto è un atto di forza.