Mengoni spegne le luci: niente cellulari, niente hit, solo l'ombra della musica
Marco Mengoni chiude gli occhi e conta fino a ventisei. Dal 5 novembre all'19 dicembre sarà chiuso in "Allo Sbagliato", club da cinquecento posti nell'ex Teatro Principe di Milano, dove ha deciso di suonare senza cellulari, senza scaletta fissa, senza i suoi successi. Una resident experience per una soul band di undici elementi, affiancata da ospiti scelti tra emergenti, comici e internazionali: Faccianuvola, Rares, Sayf, Mace, Benjamin Clementine, Luca Ravenna, Nuzzo e Di Biase.
I numeri sono crudi: cento euro in piedi, centocinquanta al parterre, duecento per i ventinove posti più esclusivi. Taglio netto per i giovani, accuse di elitismo in un periodo di crisi dei piccoli club. Mengoni risponde in modo pragmatico: posti limitati, famiglie da mantenere dietro le quinte. "Non guadagnerò", dice, e lo crede.
La musica? B-side, cover da Al Green a Marvin Gaye, niente "L'essenziale", niente "Due vite". Si decide sul momento. L'attitudine è unplugged, anti-clic, anti-selfie. Un'esigenza vecchia, quella di scendere dal palco, cambiare veste ai pezzi ogni sera. Poi si tornerà nei palasport. Intanto, il buio di Milano lo ascolta.