Vecchioni si ferma: il corpo cede, ma la lezione resta
SALERNO – Roberto Vecchioni non salirà sul palco del Teatro Verdi. La notizia arriva come un colpo secco, di quelli che lasciano il fiato sospeso: il cantautore, 83 anni portati con la dignità di chi ha fatto della parola un mestiere e una missione, ha dato forfait per «improvvisi e importanti motivi di salute». Era atteso domani sera, venerdì 25 settembre, per ritirare il premio «Grandi Protagonisti dello Spettacolo» nell'ambito del Premio Charlot. Al suo posto, un tappabuchi di lusso: Enrico Brignano con la sua Montecarlo Big Band.
La macchina organizzativa ha reagito con prontezza, ma il vuoto lasciato dal Maestro è incolmabile. Non è solo una serata saltata: è l'ennesimo segnale che il tempo, quello vero, non guarda in faccia a nessuno. Neppure a chi ha scritto «Luci a San Siro», «Samarcanda», «Chiamami ancora amore» e ha insegnato a generazioni intere che la cultura è l'unica arma contro la banalità.
Pochi mesi fa, dalle colonne di Repubblica, Vecchioni aveva raccontato senza sconti il suo calvario: «Sono stato tanto in ospedale, i mesi sospesi sono catastrofici; per riprendersi ci vuole un casino di tempo». Aveva parlato di due «tumorini» superati, di un carattere forte che «adesso è più difficile», di un disco lasciato a metà. Parole nette, asciutte, prive di pietismo. La lezione di un intellettuale che non ha mai confuso la fragilità con la debolezza.
C'è qualcosa di profondamente italiano in questa vicenda: un Paese che invecchia e fatica a prendersi cura dei suoi padri culturali, che li celebra a parole ma li lascia soli davanti alla malattia. Eppure, proprio in questo passaggio obbligato, Vecchioni continua a insegnare. La sua assenza fisica stasera a Salerno pesa più di qualsiasi presenza. Perché ci ricorda che l'arte non è eternità, ma resistenza. E che il vero «protagonista» non è chi sale sul palco, ma chi ha il coraggio di dire: «Oggi non ce la faccio», sapendo che il pubblico vero – quello che ha imparato ad ascoltare – capirà e aspetterà.
Forza, Maestro. La cattedra è vuota, ma la lezione continua.