Don’t Worry Be Happy di Bobby McFerrin, con video e testo

Camminando per la strada ed incontrando un poster che diceva Don’t Worry Be Happy, Bobby McFerrin raccontò di aver pensato che fosse una bella filosofia racchiusa in solo quattro parole.

Qualcosa di semplice per affrontare le difficoltà della vita?

A dire il vero Bobby McFerrin riesce a rendere semplici molte cose con una delle voci maschili più rilevanti del jazz.

Nato come Robert McFerrin a Manhattan l’11 marzo 1950, nella sua carriera è stato dieci volte vincitore del Grammy riuscendo ad inserire per la prima volta una canzone a cappella nella Top 100 degli Stati Uniti, appunto la famosa Don’t Worry Be Happy.

Testo di Don’t Worry Be Happy di Bobby McFerrin

Testo di Don’t Worry Be Happy di Bobby McFerrin
Testo di Don’t Worry Be Happy di Bobby McFerrin

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Per descrivere questo interprete, molto apprezzato nell’ambito della musica jazz, possono aiutare le tante proficue collaborazioni ed esibizioni con artisti come George Benson, Herbie Hancock, Noa (Achinoam Nini), Yo-Yo Ma e Chick Corea.

Tuttavia l’ottimismo di McFerrin nella canzone ha provocato le più diverse reazioni.

La persona di cui canta ha perso addirittura il letto, non ha soldi né fidanzata ed è in ritardo con l’affitto e dirgli “Non preoccuparti sii felice ” potrebbe essere quanto meno irritante.

Qualcosa che fa notare (a modo suo) anche il leader Chuck D del gruppo rap Public Enemy nella loro canzone Fight The Power.

Però è anche vero che la frase vista su un poster proveniva da una filosofia o, se vogliamo, da una ispirazione religiosa. La frase era uno dei tanti insegnamenti del guru indiano Meher Baba.

Meher Baba (Pune, 25 febbraio 1894 – Ahmednagar, 31 gennaio 1969), era un maestro spirituale indiano che giunse a dichiarare di essere l’Avatar (incarnazione di Dio) di quest’epoca.

Il guru disse anche: “Il libro che farò leggere alle persone è il libro del cuore, che contiene la chiave del mistero della vita”.

Inoltre se la canzone ha funzionato era perché al di là del fischiettare piacevole ed allegro, c’erano proprio quelle parole. Chi ha detto che le canzoni dovrebbero essere tristi e affrontare solo delusioni e momenti difficili?

In fondo dice che la vita ha molte difficoltà ma se ci togliamo di dosso il peso delle paure possiamo vivere più felicemente.
Inoltre un altro motivo del successo del brano fu il video pieno di diffusa ironia. Nel video appare Robin Williams ed il pur bravo ma meno noto Bill Irwin.

Il filmato riproduce la natura comica della canzone, con un sacco di giochi fra il cantante e gli attori.

Il video di Don’t Worry Be Happy di Bobby McFerrin

Tuttavia, dall’oggi al domani, l’uomo che con quelle parole distribuiva ottimismo decise di suicidarsi…

Bene, questa è una leggenda metropolitana nata di certo con l’intenzione di fare ironia con una buona dose di cattiveria, in realtà Bobby McFerrin non ha mai lontanamente pensato a qualcosa di simile.

La notizia del suo suicidio non era altro che una bufala che iniziò a diffondersi nel 1992. La bufala aveva quel giusto mix di macabro, divertente e credibile che fu presa sul serio.

Un errore molto comune è attribuire il brano a Bob Marley, ma il cantante giamaicano è morto nel 1981 e Don’t Worry Be Happy è del 1988.

Oggi Bobby McFerrin attua come lo straordinario musicista che è e non sembra preoccupato, anzi è felice con la sua musica.

Foto di Bobby McFerrin: Erinc Salor, Steve Jurvetson Elaborazione CaffèBook.it

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