Esiste una terra, esattamente nel punto d’incontro tra la placca euroasiatica e quella nordamericana, dove convivono gli ambienti più diversi del nostro pianeta.

E’ una terra fredda e gelida al vedersi, ma che racchiude un grande calore.

I geyser, la corrente del Golfo e i vulcani fanno dell’Islanda uno dei luoghi più incantevoli e misteriosi del mondo. Lì, infatti, sotto coltri di neve e ghiaccio, batte un cuore infuocato, che mitiga il suo clima, rendendolo ospitale.

 

E’ proprio grazie alla presenza degli innumerevoli geyser che quest’isola usa solo energia che proviene da essi, per un impatto ambientale pari a zero.

Qui, le piscine geotermali naturali situate in distese laviche nere permettono di immergersi in acque calde dopo una giornata di lavoro o escursioni, nonostante la temperatura esterna possa apparire molto più che fresca. File interminabili di lanterne poste sui bordi di queste vasche immense e un cielo terso dei più bui, danno la possibilità di assaporare la pace e l’essenza magica di questo paese.

In questo luogo contraddittorio, luce e ombra si danno il cambio solo dopo diversi mesi, mentre i paesaggi sono suggestivi e spettacolari.

In un battibaleno si è risucchiati da un racconto fantasy, perché in qualsiasi stagione si atterri su quest’isola meravigliosa, percorrendo la lunga carreggiata che porta dall’aeroporto fin nella capitale, Reykjavik, si possono notare sbuffi di vapore candido provenire dal sottosuolo, in lontananza, e scagliarsi contro il cielo.

La nebbiolina e i pennacchi di vapore, l’aria fresca e pulita, la sensazione di pace e il silenzio della terra sono il preludio per addentrarsi in una landa fiabesca che sembra uscita da un meraviglioso libro.

Al lato opposto di questa carreggiata, affiancata solo da pochi ciuffi d’erba e rocce laviche grigie ricoperte da muschio verde brillante, la costa è frastagliata, i colori sono contrastanti, nero, bianco e rosso, che paiono decise pennellate di un pittore romantico il quale abbia voluto catturare la diversità di questo ambiente che si miscela in perfetta armonia.

Ai lati della strada ci s’imbatte in montagne di sassolini che servono al viaggiator errante per non perdersi e ritrovare il sentiero verso la meta, ma non preoccupatevi di avere allucinazioni se osserverete casette con piccoli e rossi tetti a punta. Esse sono le casette per il “popolo nascosto”, ossia gli abitanti magici di quest’isola.

Si dice, infatti, che qui abitino elfi e folletti. Ogni abitante islandese possiede una casetta per dare ospitalità ai piccoli amici, mentre raccogliere fiori o spostare qualsiasi zolla di terra o pietra, deve prima ricevere il consenso dagli stessi. Se un’impresa edile costruisse una casa senza prima aver ottenuto il consenso dei folletti, nessuno la acquisterebbe!

Se ci si avvicina ad una casetta, si può notare come gli abitanti temano e venerino queste creature. Ogni stanzetta è accuratamente ammobiliata con minuscoli oggetti d’arredo, utensili, comfort…

Il paesaggio islandese e le sue leggende, dalle Valchirie agli elfi, hanno alimentato la fervida immaginazione di scrittori di grande fama, da Tolkien alla Meyer, tanto da essere usata come location per film dal successo internazionale. Qui, appunto, hanno girato parti della saga del Signore degli Anelli, mentre le saghe vere e proprie, devono a quest’isola la loro nascita.

Il senso di appartenenza a questo luogo, dove la natura più incontaminata si scontra con la modernità incredibile di città in continua evoluzione, miscelato alle credenze popolari antiche ma che non cessano di esistere, fa degli abitanti dell’Islanda, le persone per eccellenza più rispettose del pianeta in cui viviamo.

Nonostante i giovani studino anche all’estero per perfezionare le lingue che imparano a scuola, tutti tornano in questa landa sperduta, perché qui, la ricchezza vera si basa sulla possibilità di convivere con la natura senza tentare di sopraffarla, segno di rispetto anche verso i suoi abitanti, magici o meno, ma che ci ricordano costantemente che il pianeta Terra non ci appartiene, ci ospita solamente. Un’idea che dovremmo cercare di fare nostra, da qualunque paese arriviamo, poiché non serviranno fiere come Expo per tenere alta l’attenzione su questo tema, se non impariamo a conoscere e amare la natura come segno di rispetto verso il prossimo.

Girovagando per l’isola, nonostante la popolazione si concentri nel downtown, a ridosso dell’oceano, si possono scorgere piccoli concentrati urbani, mentre la vegetazione ci sorprende per la mancanza di arbusti alti. L’unica strada che percorre per la lunga l’isola, squarciandola nel suo canyon, porta nel nord del paese. Distese laviche, deserti di pomici, fiumi da guadare, laghi e caldere colme d’acqua, fiumarole, ghiacciai perenni, cascate, geyser, fattorie dal tetto di paglia abitate da gente ospitale, sono i frame che fanno da sfondo al viaggio. Quando si raggiunge l’apice di quest’isola, piccole imbarcazioni saranno pronte da un porticciolo per salpare alla volta della pesca o dell’avventura più emozionante.

Da qui, infatti, si può partire per raggiungere una delle migliaia di isolette sparse. Flatey è certamente la più romantica e l’unica abitata, oltre ad essere un luogo dove poter imbattersi nelle bellissime e caratteristiche pulcinelle di mare.

Il profumo di fresco della neve appena caduta, a coprire ogni cosa, la brezza pungente e l’aria carica di pace sono lo sfondo perfetto per sedersi in riva all’oceano e attendere l’alba. Avere la fortuna di vedere il cielo tingersi di colori rubati dalla tavolozza di un pittore per ondeggiare sopra le città in una danza tribale, creando l’effetto ottico naturale più affascinante del mondo, significa assistere all’aurora boreale. Uno spettacolo che si deve alle anime dei bambini mai nati o di chi ci ha lasciati, così come dicono gli abitanti di questo luogo avvolto dal mistero.

Quest’isola, con i suoi paesaggi incantevoli, ai confini dell’immaginazione, con le sue saghe e le sue tradizioni antiche, però, è tanto altro, tutto ancora da scoprire.

L’essenza leggendaria e magica dell’Islanda, la flora e la fauna così eccentriche, la certezza di un’immagine di freddo con un’anima calda, la consapevolezza di non possedere nessuna forza armata poiché paese con la maggior libertà di culto e di stampa possibile, la forza e la determinazione degli abitanti di credere nella natura come un’amica che ci ha prestato un luogo dove abitare, da riconsegnare in perfetto stato, così come la sicurezza di una ricchezza che proviene dalla convivenza e dal rispetto, rendono questo paese il luogo della condivisione senza limiti. Uno spunto di riflessione. Una speranza per il futuro. Un esempio da seguire. Il paese dal cuore di fuoco e dal volto del ghiaccio.