Joe Konrath ha venduto più di tre milioni di libri in venti paesi, così si legge nel suo blog e questo ha fatto di lui uno dei più famosi self-publisher del mondo. 
 
Spazia in vari generi ma è particolarmente apprezzato nei romanzi gialli  con la serie Jack Daniels Thriller, (Whiskey Sour, Bloody Mary, Rusty Nail, Dirty Martini ) e con racconti che toccano i generi mistero, thriller e horror. 
 
La sua carriera di autore lo ha portato a dichiarare che gli editori tradizionali siano una razza “destinata all’estinzione”. Certamente l’auto-pubblicare un libro può avere dei vantaggi in termini di cifre difficili da confutare. Su un e-book, ad esempio, il margine del possibile guadagno dell’autore può essere molto alto.
 
Il noto self-publisher non considera certamente nelle sue asserzioni un vantaggio fondamentale di cui gode uno scrittore americano: l’inglese. Il pubblico che potenzialmente può raggiungere è sicuramente superiore rispetto a quello di un italiano o di un tedesco. Scrivere e pubblicare direttamente in inglese offre, quindi, indiscutibili vantaggi comunicativi.
 
 libro con origami
All’editore “compete” la funzione di filtro, nel bene come nel male, nella scelta dei libri da pubblicare. Ma è evidente, e sempre più marcato, l’aumentare dei buoni libri scartati dagli editori. Quelli scelti dalle case editrici spesso sono altrettanto buoni, ma non privi del pregio, e limite, di raggiungere il lettore dopo un lavoro di editing che se ne migliora la lettura ne omologa talvolta lo stile.
La piccola editoria potrebbe giovarsi di questi “limiti” sostanzialmente imposti dalla logica commerciale e includere nel proprio raggio d’azione “l’essere garante della qualità e unicità del prodotto”. 
 
Se pure Joe Konrath non può essere facilmente emulato nelle cifre da uno scrittore che si autopubblica in Italia certamente può aiutare seguirne alcuni consigli. Riassumo a grandi linee quelli che mi hanno colpito, per motivi uno diverso dall’altro, e quelli che penso possano incoraggiare e forse aiutare di più. 
 
Scrivete un grande libro e fate tutto il possibile per rendere quel libro un successo. E per far questo è importante impegnarsi e studiare con consapevolezza.
 
Un altro buon consiglio del self-publisher è il “saper distinguere fra sogni e ciò che realmente si può realizzare”. Scrivere un libro entro una certa data è reale, pensare di vendere migliaia di copie è un sogno e potrebbe non accadere mai. Frustante? Chiede, ma questa è la vita!
 
Certo si può mettere il massimo impegno, non trascurare nulla e comunque non diventare mai famosi, in tutto questo conta molto fortuna, sostiene Joe Konrath, ma il vero obiettivo è di essere felici scrivendo libri.
 
In questo, non dobbiamo arrenderci mai.