Canali svela "Under the Surface": quando l'arte contemporanea racconta il lavoro invisibile della sartoria italiana

L'10 novembre all'Istituto dei Ciechi di Milano il brand di lusso presenta il finale del suo progetto interdisciplinare, mettendo in dialogo un blazer in cashmere-vicuña e le opere di quattro artisti internazionali

Canali, storica casa di alta sartoria milanese fondata nel 1934, svelerà il 10 novembre presso l'Istituto dei Ciechi di Milano il gran finale del progetto interdisciplinare "Under the Surface – Shaping the Unseen". L'evento mostrerà un blazer flagship della stagione Autunno/Inverno 2026 realizzato in un pregiato blend di cashmere-vicuña, accompagnato da opere di quattro artisti internazionali. Questo momento segna il culmine di un anno di lavoro che ha messo a sistema oltre 200 passaggi sartoriali del capo con le visioni di Diego Perrone, Brian Rochefort, Lihuai Qian e il duo Thukral & Tagra.

I quattro artisti provengono da contesti culturali diversi: Perrone (Italia) presenta tre sculture di vetro che dialogano con la tessitura del blazer, mentre Rochefort (Stati Uniti), Qian (Cina) e Thukral & Tagra (India) traducono il concetto di "costruzione" in linguaggio contemporaneo. Le opere site-specific sono già state esposte a Pechino, New York, Mumbai e Milano, città che rappresentano ecosistemi artistici emergenti di rilevanza globale. La collaborazione mette in dialogo materiale, tempo, precisione e ricerca artistica per svelare il lavoro nascosto dietro un abito di lusso.

Per le tappe italiana e americana del tour, la selezione è stata curata da Cloe Piccoli, critica d'arte, professoressa all'Accademia di Belle Arti di Brera e nuova direttrice di miart, la fiera internazionale di arte contemporanea di Milano. Il suo sguardo accademico e il suo accesso al mercato dell'arte rendono il progetto un ponte tra il rigore della critica e il dinamismo del commercio artistico, conferendo all'iniziativa un'autorevolezza che va oltre il semplice storytelling di marca.

L'intero processo creativo è stato catturato da Yuri Ancarani, artista-filmemaker noto per la sua documentazione di processi artigianali come "The Cruise" e "The Painter". Ancarani ha realizzato quattro film e una serie fotografica che seguono sia la costruzione del blazer sia gli studi degli artisti, aggiungendo un livello meta-narrativo che rende visibili i micro-gesti normalmente celati dal lavoro su un capo su misura.

La reputazione di Canali per l'eccellenza sartoriale italiana – "cucitura italiana" fatta di mano esperta, tessuti pregiati e tecniche bespoke – posiziona il blazer non solo come un oggetto di moda, ma come un artefatto culturale. La scelta dell'Istituto dei Ciechi come sede dell'evento sottolinea una tendenza crescente verso spazi non convenzionali, promuovendo un accesso più democratico all'arte e alla moda di alta gamma e creando un parallelo potente tra la percezione tattile e l'invisibilità del lavoro sartoriale.

"Under the Surface" segnala un cambiamento nel modo in cui il lusso comunica: da un modello basato sul prodotto a uno guidato dalla narrazione, che foregroundizza la trasparenza del processo. Progetti futuri prevedono ulteriori tappe in altre capitali globali, suggerendo che il dialogo tra artigianato e arte contemporanea si espanderà ben oltre Milano.

La stagione Autunno/Inverno 2026 riflette il tipico lead-time di 18-24 mesi delle collezioni di lusso, necessario per la lavorazione manuale e per la disponibilità di fibre rare come la vicuña, la più preziosa fibra animale al mondo. Il blend cashmere-vicuña non solo definisce la texture del blazer, ma ne sottolinea anche la posizione nel segmento ultra-luxury, trasformando il capo in un investimento sia estetico che materiale.

Unendo tecniche di sartoria secolari a pratiche artistiche avanguardiste, Canali invita il pubblico a riconsiderare il valore del lavoro "invisibile" – che sia un punto di ago, una piegatura o un fotogramma di un film – e a riconoscere come l'arte, la moda e il cinema possano insieme rendere visibile ciò che normalmente rimane celato.

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