«Desiderio», Michela Cescon torna a dirigere: un mélo sull’amore che (forse) non si acchiappa
Dopo l’esordio con «Occhi blu», l’attrice e regista presenta nella sezione «Grand Public» un film personale interpretato da Enrico Borello e Romana Maggiora Vergano.
Michela Cescon è di nuovo dietro la macchina da presa. Dopo «Occhi blu» – il suo esordio, una rilettura personale del noir – l’attrice torna a dirigere con «Desiderio», nella sezione «Grand Public». Stavolta il terreno è il mélo, ma declinato in modo tutto suo.
Al centro della storia ci sono Matteo (Enrico Borello) e Livia (Romana Maggiora Vergano). Si incontrano alla fine degli anni Ottanta, a Roma. Si amano, si perdono, si ritrovano. Si lasciano e ci riprovano. Lui mette su famiglia, lei va avanti e indietro da Londra. Un’altalena sentimentale che tiene incollati allo schermo, anche se non tutto, nella sceneggiatura, è a fuoco: malattie, crisi matrimoniali e voglie di fuga si intrecciano senza sempre trovare una quadratura.
Eppure il film non delude. Anzi. Invece di inseguire un amore «rimandato» – come accadeva in «Past Lives» – «Desiderio» sceglie una strada più coraggiosa: fare i conti con la sfuggevolezza dell’amore stesso. Matteo e Livia, più che cercarsi davvero, sembrano alla ricerca di un’idea dell’amore che, inevitabilmente, mettono in discussione. La difficoltà a definirlo: questo è il vero «messaggio» di Cescon.
Un ritratto onesto, vivace e senza filtri del sentimento. Non promette lieti fini, ma offre qualcosa di più vero: la compagnia di chi, come noi, continua a chiedersi cosa sia davvero l’amore.