Ombre sui riflettori: il grande riciclo dei volti noti da Striscia alla nuova tv

Chi ha spento le luci degli studi televisivi si è trovato improvvisamente senza un palcoscenico, costretto a reinventarsi in un panorama che sembra aver perso i suoi vecchi ritmi. La chiusura di "Striscia la Notizia" ha lasciato un vuoto, una sorta di diaspora silenziosa che ha mandato in tilt conduttori, inviati e volti noti del piccolo schermo, costretti a cercare nuova linfa altrove. È il più grande operazione di ricollocamento televisivo dai tempi dello spostamento dei metalmeccanici alla Fiat negli anni Ottanta: da un giorno all'altro, le telecamere si sono spente, lasciando orfani chi vi aveva trovato una rendita di posizione e uno stipendio sicuro.
Ex inviati diventati esuli, migranti dello schermo in attesa di capire se mai il tg satirico di Antonio Ricci tornerà a pulsare (al momento fermo, sembra per una sortita invisibile). A cinquant'anni reinventarsi non è mica facile: si passa dai contratti quasi indeterminati a prestazioni occasionali, in un territorio dove sparire è peggio di un flop.
Jimmy Ghione, l'inviato che un tempo smascherava i furbi, ha trovato rifugio a "Ballando con le stelle", trasformandosi da cacciatore di inganni a concorrente in cerca di voti. L'obiettivo, come per tutti i reality, è resistere il più possibile: ogni puntata allunga la permanenza sotto i riflettori e il conto in banca. Ma Ghione non si limita al sabato sera di Rai1; alimenta senza sosta il suo profilo Instagram, dove distribuisce giudizi e voti ai giudici, trasformando il risentimento in algoritmo. Con 120 mila follower, la polemica diventa contenuto, il rosicare una strategia di visibilità.
Moreno Morello, l'uomo che a Striscia smascherava truffatori e sedicenti guaritori, ha scelto il "Grande Fratello Vip". Mantiene intatto il piglio del moralizzatore, diventando un concorrente divisivo, una calamita per le nomination. Fin troppo impegnato a restare nella casa, ci è riuscito nel suo intento: è stato sfrattato pure lì, costringendolo a un nuovo esilio.
Valerio Staffelli, il tapiroforo storico, dovrebbe auto-consegnarsi un Tapiro per aver perso il ruolo. Si è ricollocato su Instagram, dove continua la battaglia contro le truffe con una grafica da fumetto, maglietta griffata e un piglio da boomer che invita alla prudenza: "State attenti agli zanza". Dalla denuncia sui personaggi famosi è diventato un poliziotto digitale che sconsiglia clic temerari, segnalando mail truffaldine, multe false e noleggi fake.
Luca Abete non si limita a pizzicare i furbetti sul telefonino: prosegue il tour motivazionale #NonCiFermaNessuno nelle università, invitando gli studenti a trasformare paure e insuccessi in occasioni di crescita. Ha traslocato dalla tv al mobile, ma l'impegno sociale rimane centrale.
Vittorio Brumotti, a giugno, ha legato la sua bici alla gamba del cavallo di viale Mazzini, abbandonando il ruolo di giustiziere nelle piazze di spaccio per diventare narratore delle bellezze turistiche italiane. Da paladino della denuncia a postino di cartoline, il suo racconto si sposa con la narrazione sovranista di TeleMeloni, offrendo una sorta di ufficio del turismo italiano made by Brumotti.
Rimane infine Pinuccio, alias Alessio Giannone, che a Striscia occupava di sprechi e malasanità. Il suo filone "Rai Scoglio 24" era diventato un tormentone satirico. Dopo una parentesi a La7, ora sopravvive soprattutto su Instagram, la nuova televisione tascabile dove chiunque può aprire una finestra sul mondo, purché qualcuno decida di guardarla.
Il giustiziere diventa concorrente, il censore inquilino, il tapiroforo influencer, l'inviato operatore turistico. Sono cambiate le scenografie, restano le pose. Resta l'attesa di una telecamera in fondo al tunnel, di un nuovo palcoscenico dove questi volti possano nuovamente trovare luce.