Domenica In: il salotto della nostalgia che rassicura ma ci tiene buoni

Non sintonizzarsi su «Domenica In» per capire chi siamo, ma per tuffarsi nel mondo familiare che ci riconosciamo ogni settimana. Il pranzo della domenica a Salerno, i protagonisti «petulanti» di Ballando con le stelle, Emanuele Filiberto di Savoia, il film in promozione: il programma di Mara Venier è il caos calmo della tv generalista. Attraverso la sua conduzione, Rai1 restituisce un'immagine a specchio deformata, un'Italia affettuosa e sentimentale che ci emoziona davanti alle storie personali, ma che si dimostra assai poco interessata a interrogarsi sulle ragioni collettive delle nostre inquietudini. Se ci sono, riguardano la recente redenzione di Eugenio Finardi o la presenza in video di Aurora Ramazzotti. "Domenica In" diventa così un curioso esercizio di archeologia televisiva: non serve a capire come siamo diventati, ma a ritrovare il mondo nel quale siamo abituati a riconoscerci. Un'immagine rassicurante, e forse proprio per questo televsivamente efficace. Ma il rischio è che il nazionalpopolare, da riconoscimento del sentimento comune, si trasformi in una forma di pigrizia culturale: raccontare agli italiani ciò che già sanno di essere, senza chiedersi che cosa stiano diventando. All'interno dello studio tutto viene ricondotto alle categorie rassicuranti della nostalgia (la regina Maria José del Belgio!), del sentimento e della riconciliazione (com'era viva, invece, la «Domenica In» di Pippo Baudo!). Perché la tv generalista non si limita a rappresentare il pubblico: gli suggerisce anche in quale immagine di sé riconoscersi. La domanda non è se Mara Venier sappia raccontare gli italiani, ma se Rai1, affidandosi al suo sguardo, non abbia trasformato il programma in un «salotto di Nonna Speranza» con un open bar. Anche Tommaso Cerno, il giornalista combattente chiamato a portare in studio temi d'attualità, finisce dentro questa cornice rassicurante. Affronta questioni serie, ma con la premura di chi rimette i cuscini a posto. Cerno porta il presente in classe; il programma suona la campanella e tutti tornano sul divano. La longevità di «Domenica In» è una prova: continua da sempre e pare eterna perché torna ogni domenica. La nostalgia ha il rinnovo automatico.