Weekend al buio: i film che scandagliano l'abisso umano
Subheading: Da Iñárritu a Refn, dal noir erotico alla distopia iraniana, ecco le uscite sala e streaming che indagano potere, violenza e redenzione.
Nel weekend dal 2 al 4 ottobre 2026 le sale italiane propongono un carnet di titoli che, tra distopie climatiche, noir psicologici e drammi di redenzione, delineano un panorama cupo e riflessivo. La prima visione più attesa è Digger di Alejandro González Iñárritu (GB‑Messico‑Usa, 128’), con Tom Cruise, Jesse Plemons, John Goodman, Sandra Huller e Riz Ahmed. Il giudizio varia dal 3 al 4 su 5: il film si presenta come una «grancassa distopica sul potere degenerato, il caos dei pensieri e il collasso climatico, ambientale, sociale», ovvero la fine del mondo raccontata con la maestria autore del premio Oscar per Birdman e Revenant.
Subito dopo troviamo Verity di Michael Showalter (Usa, 114’), interpretato da Josh Hartnett, Anne Hathaway, Dakota Johnson, Ismael Cruz Cordova e Michael Abbott. Il punteggio oscilla tra 2 e 3 su 5: pur essendo un adattamento del bestseller di Colleen Hoover, il noir erotico psicologico si perde nelle «praterie più battute del giallone iperteso», rischiando di diventare un buco nell’acqua nonostante il carisma di Hartnett nel ruolo del terzo vertice del triangolo malefico.
La città dei vivi di Edoardo Gabbriellini (Italia, 104’), con Emanuele Maria Di Stefano e Valerio Mastandrea, ottiene un giudizio dal 3 al 4 su 5. Ispirato al bestseller di Nicola Lagioia, ricostruisce il caso di Luca Varani, il ventitreenne romano ucciso nel 2016, partendo dalla consapevolezza che «nessun crimine ha senso o giustificazione» e sviluppando un’indagine morale sulle radici della violenza urbana.
Her Private Hell di Nicolas Winding Refn (Usa‑Danimarca, 110’), presentato da Mubi, vede Charles Melton e Sophie Thatcher in un thriller fantascientifico iperstilizzato, valutato 3 su 5. Ambientato in una Tokyo distopica avvolta da una nebbia letale di luci al neon, il film si pone tra horror psicologico e installazione d’arte, segnando il ritorno sul grande schermo del regista cult.
Un po’ di luce di Ali Asgari (Iran‑Italia‑Canada‑Svizzera‑Turchia, 87’), con Missagh Zareh, conquista 4 su 5. Premiato a Venezia83, è un termometro della febbre iraniana in conflitto con gli Stati Uniti, fissato al febbraio 2026, poco prima della cosiddetta Terza guerra del Golfo; racconta di un medico che perde tutto per le sue idee.
Nouvelle Vague di Richard Linklater (Francia, 105’), con Zoey Deutch e Alix Bénézech, ottiene 4 su 5 e sarà disponibile su Sky Cinema e Now, oltre che per acquisto o noleggio su Prime Video, Apple TV, Chili e Rakuten Tv. Definito una «carezza del texano Linklater», il film è un sogno in bianco e nero che ripercorre il capolavoro godardiano À bout de souffle, offrendo un omaggio riflessivo alla stagione più creativa del cinema mondiale.
Mio zio Jens di Brwa Vahabpour (Norvegia, 98’), con Peiman Azizpour e Hamza Agooshi, ottiene 3+ su 5. Opera prima del regista curdo‑norvegese, patrocinata da Amnesty International Italia, è una commedia drammatica e identitaria che, attraverso l’ironia, esplora sradicamento, spaesamento e integrazione.
Beast di Tyler Atkins (Usa, 108’), con Daniel MacPherson, Russell Crowe, Kelly Gale e George Burgess, ottiene 2,5 su 5. Drammone sportivo sulle arti marziali miste girato a Bangkok, la pellicola cade nella prevedibilità e nei luoghi comuni, risultando poco convincente nonostante le sequenze di combattimento.
Onslaught – Assalto finale di Adam Wingard (Usa, 92’), con Adria Arjona, Dan Stevens e Rebecca, ottiene 2,5 su 5. Prodotto da A24 e ambientato nel deserto del New Mexico, descrive la creazione di tre super soldati geneticamente modificati da un’azienda legata alla Difesa statunitense e la loro trasformazione in colossi invulnerabili da parte di ex veterani privi di coscienza morale.
… Che Dio perdona a tutti di Pif (Italia, 118’), con Pif, Giusy Buscemi e Francesco Scianna, ottiene 3,5 su 5 e sarà disponibile su Netflix. Il film affronta temi alti – spirito, fede, peccato, perdono, redenzione – attraverso la satira sociale di un autore che guarda a Moretti e Troisi, cercando di intercettare i mutamenti della morale e del costume dell’Italia cattolica.
Queste proposte, tra visioni distopiche, noir psicologici e drammi di riscatto, offrono al pubblico del fine settimana uno sguardo lucido e inquietante sulle contraddizioni del presente, invitando alla riflessione più che al semplice intrattenimento.