Mercanti dell'anima, Fubini su La7: «L'uomo rimanga al centro della trasformazione dell'IA»
Chi comanda davvero sull'intelligenza artificiale? E questa tecnologia ci renderà più liberi o ci priverà della nostra libertà? Sono le domande al centro de «Mercanti dell'anima – L'AI e il nostro futuro», i due approfondimenti di Federico Fubini del Corriere della Sera in onda su La7 il 5 e il 12 ottobre, realizzati dal Digital Media Lab.
Le immagini di martedì sono ancora fresche: Donald Trump circondato dai leader dell'intelligenza artificiale dopo la firma di un accordo morale tra Big Tech e Casa Bianca, pensato per mitigare i rischi del settore. Ma c'era anche il tono paternalistico del presidente americano: sceglieva a chi dare la parola, lasciando intendere di avere il controllo totale sullo sviluppo dell'IA occidentale. Chi sono davvero queste persone, e quale futuro costruiscono?
Il reportage di Fubini racconta le storie di chi ha guidato una delle più grandi rivoluzioni tecnologiche della storia: Elon Musk, Sam Altman, Dario Amodei, Peter Thiel, Demis Hassabis. Uomini cresciuti con fantascienza e videogiochi, abituati a riscrivere da zero le regole della società reale, che già ne possiede molte. Ne emerge un quadro appassionante, ricco di aneddoti: questi padroni dell'IA promettono un domani straordinario, ma non nascondono le proprie paure.
I rischi ci sono. Sono stati descritti bene, tra gli altri: agenti di intelligenza artificiale che si organizzano e collaborano in modi imprevisti, adottando strategie non pianificate per raggiungere l'obiettivo che gli era stato assegnato. Ma la grande preoccupazione degli Stati Uniti non è perdere il controllo della tecnologia che plasmano: è perdere la leadership sul mercato globale. Fubini ricostruisce il ruolo della Cina, battezzando il «secolo cinese»: un'epoca in cui le aziende americane non potranno ambire a diventare i monopolisti digitali di un tempo, come fecero Google e Facebook quindici anni fa.
E qual è la posta in gioco economica? «Queste aziende sono ormai come le banche di Wall Street: too big to fail, troppo grandi per fallire» spiega Fubini. Il motivo del riavvicinamento tra Dario Amodei, co-fondatore e amministratore delegato di Anthropic, e Trump è proprio questo: tutti si rendono conto che un giorno potrebbero aver bisogno di sostegno dal governo americano. Ma se saltano loro, salta l'economia statunitense.
Nel frattempo la Cina copia, distribuisce l'intelligenza artificiale a prezzi stracciati e costruisce robot per supplire alla carenza di forza lavoro e di compagnia causata dal crollo delle nascite. E cresce. E l'Europa? Entra nel racconto Uljan Sharka, italiano di origine albanese che con la sua Domyn realizza modelli e infrastrutture per garantire un'alternativa indipendente dal duopolio Usa-Cina.
«Siamo all'inizio» conclude Fubini. La vera domanda de «I Mercanti dell'anima» è: «Possiamo prendere quello che c'è di buono dell'intelligenza artificiale, rimanendo donne e uomini liberi, cioè al centro della trasformazione e non in qualche misura schiavi di una nuova tecnologia o della religione che si forma attorno ad essa?». La risposta è aperta: «Le cose stanno succedendo adesso, e dipenderà da noi collettivamente».