Jacques Prévert nasce a Neuilly-sur-Seine il 4 gennaio del 1900 e muore a Parigi l’11 aprile del1977. È uno dei più amati poeti francesi del XX secolo e sceneggiatori del cinema francese degli anni Trenta e Quaranta.

Ha fatto parte del gruppo surrealista fino al 1928, si allontanerà per la sua forte personalità anticonformista. Dal 1932 al 1936 ha frequentato il Gruppo Ottobre, una compagnia teatrale di sinistra e ha lavorato come sceneggiatore per il fratello Pierre in un film con il quale ha avuto modo di conoscere registi come Jean Renoir e Marcel Carné.

Le sue sceneggiature, soprattutto nei film di Marcel Carné, sono caratterizzate da un pathos anticonvenzionale che si dirige sovente verso un sentimentalismo vibrante. Fu questo sodalizio con Carné che mise in luce le sue doti. L’affinità elettiva tra scrittore e regista si sviluppò nel nome di un ‘realismo poetico‘ in cui la fantasia sognante è calata e trasfigurata nella fotografia sociale della vita urbana, a cominciare dal clima melodrammatico e dalla forte carica simbolica degli ambienti in Jenny.

La sua notorietà è legata alla poesia.

Tra le sue silloge più importanti ricordiamo:

Canzoni (1945), Pioggia o sole (1955), Alberi (1976);

In Italia sono state pubblicate diverse antologie come Le Foglie Morte, Poesia e Poesia d’amore.

La sua poesia entra nelle vene, carica di forza prorompente.

L’amore è nicotina di cielo che si fa carne nei “Ragazzi che si amano“. Il delirio della passione entra come un dardo nella pelle, toccando orizzonti inviolati che “stimolano la rabbia e l’invidia dei passanti“.

La loro forza è in un luogo che sembra trovare linfa nell’Iperuranio dove si tocca la sfera dell’immortalità.

Quel desiderio ci catapulta nel mondo dell’amore magistralmente descritto nel “Simposio” da Platone, per bocca della sacerdotessa di Mantinea Diotima. I ragazzi “si baciano in piedi“, senza pudore, “contro le porte della notte“, contro le porte del male, l’unico contrappeso di una vita a dimensione umana.  La loro ombra trema nella notte“, come fiamma accesa nel sole che arde di vita.

La poesia “Foglie morte” è un quadro delicatissimo di emozioni. Il fiume della vita divide chi si ama “piano piano” e senza far rumore “il mare cancella sulla sabbia i passi degli amanti“. Il sole brucia solo nell’amore, silenzioso fra ” le foglie morte” che “cadono a mucchi” come “i ricordi“.

Quel canto d’amore vivrà per sempre e mette luce nella vita come alba nascente.

Prévert parla la lingua del cuore, le parole accarezzano le emozioni con la forza di chi scolpisce con grazia l’ignoto.

Nella poesia “Per fare un ritratto di un uccello” la sua delicatezza diventa soave. Invita a dipingere “una gabbia che abbia una porta aperta” per l’uccello. Ad aspettare in silenzio senza scoraggiarsi che arrivi, a cancellare le sbarre ” senza toccare le piume“.

Fra l’elegia della luce, del pulviscolo del sole e del rumore degli insetti a dipingere l’albero. Ad aspettare che l’uccello canti la vita insanguinata di cielo. A tirare con dolcezza una piuma e a firmare il proprio nome in un piccolo angolo del quadro.

Poesia veramente inarrivabile.

Alcune volte gli bastano tre fiammiferi nella notte per rapire con incantevole bellezza il cuore dell’amata. Nella poesia “Questo amore” prorompe la passione delicata come una rosa, “tremante di paura come un bambino“, sicura di sé come un uomo nella notte.

Un amore che brucia come ” un mulo vivo” e scoppia come un fiore leggiadro nella luce del giorno.

La poesia si fa carne.

 

Jacques Prévert: la poesia nelle vene fra amore e musica

Jacques Prévert: la poesia nelle vene fra amore e musica

Articolo di Filomena Ciavarella su caffebook .it

Ha anche scritto opere teatrali e filastrocche per i bambini; alcune delle sue poesie con musiche di Joseph Kosma (Foglie morte) sono state interpretate da Juliette Gréco e Yves Montand. Nel 1945, Prévert ha scritto la sceneggiatura del film “Les Portes de la Nuit“, un film di Marcel Carné – 1946 , dal balletto “Le Rendez-Vous” creato da Roland Petit nel 1945.

Prevert e Carné danno vita al canto del cigno del surrealismo francese.

I primi due versi di una canzone dal titolo: “Les enfants qui s’aiment s’embrassent debout / contre les Portes de la Nuit“. Jean Gabin e Marlene Dietrich avevano accettato i ruoli dei due personaggi, ma alla fine, cambiarano per un altro film: “Martin Roumagnac“.

Un giovane cantante francese presentato da Edith Piaf: Yves Montand interpretò questo film e cantòLes Feuilles Mortes” entrando nel mito francese. La musica fu creata, prima, da Joseph Kosma per il balletto “Le Rendez-Vous” nel 1945, e Prévert ha scritto, dopo, le parole per quel film.

La poesia è stata pubblicata, dopo la morte di Jacques Prévert, nel libro “Soleil de Nuit” nel 1980.

 

 I ragazzi che si amano di 

 

Les enfants qui s’aiment

Les enfants qui s’aiment s’embrassent debout
Contre les portes de la nuit
Et les passants qui passent les désignent du doigt.

Mais les enfants qui s’aiment
Ne sont là pour personne
Et c’est seulement leur ombre
Qui tremble dans la nuit
Excitant la rage des passants
Leur rage leur mépris leurs rires et leur envie
Les enfants qui s’aiment ne sont là pour personne
Ils sont ailleurs bien plus loin que la nuit
Bien plus haut que le jour
Dans l’éblouissante clarté de leur premier amour

I ragazzi che si amano

I ragazzi che si amano si baciano in piedi
contro le porte della notte
e i passanti che passano li segnano a dito.

Ma i ragazzi che si amano
non ci sono per nessuno
E c’è soltanto la loro ombra
che trema nella notte
Stimolando la rabbia dei passanti
La loro rabbia il loro disprezzo le loro risa e la loro invidia
I ragazzi che si amano non ci sono per nessuno
essi sono altrove ben più lontano della notte
Ben più in alto del giorno
Nell’abbagliante splendore del loro primo amore.

 

Articolo Jacques Prévert: la poesia nelle vene fra amore e musica di Filomena Ciavarella su caffebook .it