Spesso mi chiedo, ma qualcuno avrebbe mai il coraggio di mettere dell’olio di friggitoria nel serbatoio di una splendida Ferrari?

Se tu possedessi una Ferrari o una Maserati o una Porche, potresti mai pensare di mettere nel suo serbatoio dell’olio di friggitoria?

 

La risposta è a dir poco scontata. Sicura al cento per cento. Certo che no!  

D’altra parte, la stessa identica risposta la darebbe chiunque, per una macchina qualunque, con un valore qualunque. Per il semplice fatto che l’uso dell’olio di friggitoria rovinerebbe l’autovettura.

   Pertanto, perché mai una persona sana di mente dovrebbe fare un simile gesto dopo aver comprato l’auto preferita, rinunciando un po’ a tutto o semplicemente per motivi di  lavoro, con la conseguente cura periodica, stabile, informata a volte necessaria a volte maniacale!

Chek-up completo, meccanica, carrozzerria, interni, optional, deodoranti. Giri e rigiri per trovare un bravo professionista che la tenga in forma, funzionale e bella.

E così mi chiedo, con molto stupore e una grande tristezza, perché la maggioranza delle persone versa olio di friggitoria – costantemente e senza alcuna esitazione o dubbio – nella macchina più importante, personale, inimitabile, esclusiva, unica che possiede ?

Così, senza un apparente motivo, sin dal suo nascere e nonostante sia la vettura più importante di ognuno di noi, non un pensiero su quanto e cosa la alimenta, su come gli ingranaggi risponderanno ai liquidi utilizzati, sul modo più corretto in cui usare la carrozzeria, i freni, il cervello elettronico,  perché ci possa far andare a zonzo in questo splendido mondo il più a lungo possible o quantomeno nel miglior modo possibile!

Certo, esistono molte macchine, oggi.

Ma solo ad una particolare macchina l’essere umano riserva questo raffinato trattamento.

Al corpo umano. Al proprio corpo.

Taccio sui numerosi olii di friggitoria cui mi riferisco, poiché sono sotto gli occhi di tutti.

Dall’aria che si respira, ai liquidi che si bevono, sino ad arrivare allo pseudocibo ingurgitato in men che non si dica.

 Per non parlare di quanto viene dato in pasto al cervello!!

Ora, le informazioni dettagliate su ogni punto di questo argomento circolano veloci, fluenti, chiare, provenienti da fonti sicure e orientate verso i destinatati più a rischio e, tuttavia, i consumi, le patologie, il peso corporeo, le abitudini di molte persone dimostrano che nella pratica il concetto di base non arriva.

Ma qual è il concetto di base che non arriva?

I Danni al corpo causati dai cibi alterati da sostanze nocive?

   Il pericolo evidente e conclamato insito nel modo più diffuso in cui vengono gestite agricoltura e allevamento?

I Danni alla salute dovuti all’inquinamento atmosferico?

I Danni determinati dal fumo di sigarette?

I Danni delle bibite gassate e dei succhi di frutta con appena il 10% di frutta?

I Danni al metabolismo dei bambini causati dalle merendine assunte quotidianamente?

I Danni alla fantasia e al gioco libero di chi è in crescita causati dall’uso della tv per 365 giorni l’anno?

I Danni causati dall’abuso di farmaci?

E, fermo restando le eccezioni e i settori in cui l’attenzione a questi temi aumenta, l’elenco è drammaticamente più lungo.

La verità è che il concetto di base che non arriva non è tanto il danno di tutti questi fattori alla salute umana, compreso dai più, ma è l’amore per se stessi nel concreto, per il proprio corpo e la propria mente, l’amore per la natura, l’amore per il futuro, in altri termini non arriva il concetto dell’amore per la vita.

Distratti da altro si perde di vista ciò che costituisce il tutto. La vita.