Definizione della lingua italiana dei segni dalla Treccani

La lingua italiana dei segni (o lingua dei segni italiana), spesso chiamata con la sigla LIS, è la lingua adottata nella comunicazione dalle persone italiane sorde che si riconoscono membri di una comunità minoritaria, non territoriale, fondata sull’affermazione di un’identità linguistica e su una visione socioculturale positiva della sordità.

La LIS è anche lingua materna di alcuni udenti italiani, per lo più figli di persone sorde, ed è lingua seconda di molti altri udenti, generalmente operatori dei settori scolastico e socioassistenziale. Le persone che formulano messaggi in lingua dei segni sono dette segnanti.

La LIS è emersa spontaneamente ed è stata sviluppata nel corso del tempo da una collettività priva dei mezzi sensoriali necessari a esprimersi con la voce, perciò si compone di segni di natura visivo-gestuale, che coinvolgono la parte superiore del corpo, in particolare il capo, il viso e le spalle. Treccani

La LIS, Lingua Italiana dei Segni, ha una struttura morfologico-sintattica e lessicale completa e articolata.

Storia Ricerche linguistiche sulla lingua dei segni italiana da Wikipedia

Ricerche linguistiche sulla lingua dei segni italiana si sono sviluppate da pochi decenni nonostante la lingua stessa sia esistita per secoli.

Tutto ha inizio nel 1960, anno nel quale William C. Stokoe pubblica Sign Language Structure:

An Outline of the Visual Communication System of the American Deaf

Riconoscendo dapprima la natura linguistica della lingua dei segni, come pure un elemento sequenziale nella sua organizzazione, Stokoe la suddivide poi in unità minime:

il suo contributo dà il via a una crescita esponenziale delle ricerche su tale lingua in ogni paese del mondo.

In Italia, solo verso gli anni Ottanta del XX secolo sorgeranno le prime ricerche linguistiche e scientifiche sulla lingua dei segni italiana.

La lingua dei segni italiana è una lingua autentica dal punto di vista sociale, in quanto espressione naturale di una comunità: la comunità dei sordi italiani.

Inoltre, la si può considerare una lingua vera con una struttura e sintassi proprie; anche se differente dall’italiano, può avere incredibili similitudini con altre lingue orali: ad es. i verbi non si coniugano in base al tempo, ma devono concordare sia col soggetto (come in italiano) sia con l’oggetto dell’azione (come avviene in basco). Wikipedia

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