Stefania Rocca apre il Festival del Cinema Europeo con "L'ora di tutti", tra memoria storica e denuncia della violenza di genere

Il film, tratto dal romanzo di Maria Corti, indaga le donne dimenticate nell'assedio di Otranto e lancia un monito contro il patriarcato

Stasera, al multisala Massimo di Lecce, prende il via la 27ª edizione del Festival del Cinema Europeo con il film "L'ora di tutti" di Stefania Rocca, regista che debutta dietro la macchina da presa dopo una lunga carriera da attrice. L'evento segna l'inizio di una settimana di proiezioni e dibattiti dedicati al cinema europeo.

Rocca spiega che il film mette al centro il femminile, specchio della violenza che subiamo oggi. Come afferma: "Il film l'ho voluto centrare sul femminile perché è uno specchio della violenza che subiamo e viviamo oggi", e sottolinea come le donne, "essendo la parte più fragile, sono quelle che subiscono di più e sono quelle che non vengono neanche poi ricordate: gli ottocento martiri sono ricordati, hanno i loro nomi e le donne no.".

Una frase chiave, che ha echeggiato in sala, lega il patriarcato a una forma di violenza più ampia: "La mia parola chiave, la mia frase chiave era 'chi giustifica la violenza sulle donne giustifica anche la violenza sui popoli', perché non c'è una grande differenza.". L'affermazione sottolinea come la giustificazione della violenza di genere sia inscindibile da ogni forma di oppressione collettiva.

Il film, interamente girato in Puglia, si ispira liberamente al romanzo storico di Maria Corti "L'ora di tutti", che ricostruisce l'assedio di Otranto del 1480. La scelta di calare la narrazione nel territorio salentino non è casuale: radica la vicenda in un luogo che ha vissuto il sacco a mani armate e ne conserva la memoria.

Per Rocca, "l'ora di tutti" è l'attimo in cui ognuno di noi sceglie, un momento vivo tra te e te, tra te e la comunità, in cui si definisce chi si è e si prende la responsabilità di una scelta, non solo per sé ma anche per la comunità. Gli otrantini, in questo caso, hanno già compiuto la loro decisione.

In un'intervista laterale, Rocca si definisce una "guerrigliera" della comunità salentina, racconta di essersi sentita parte di quel mondo e di aver inserito simbolicamente miti e tradizioni nel film, senza essere didattica, ma rendendo omaggio alla ricchezza culturale del Salento. Il suo ruolo di "guerrigliera" riflette un metodo di filmmaking basato sull'immersione e il rispetto delle tradizioni locali.

Con "L'ora di tutti", la 27ª edizione del Festival del Cinema Europeo non offre solo una pellicola che celebra la cultura del Salento, ma lancia un appello critico contro la violenza di genere e la selezione della memoria, invitando il pubblico a riflettere su chi decide cosa è ricordato e chi no. Il film si colloca così come un punto di incontro tra storia locale e dibattito universale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Logo di CafféBook.it
CaffèBook
Panoramica privacy

Il seguente pannello ti permette di personalizzare le impostazioni relative al consenso all’utilizzo di cookie o di qualsiasi altra tecnologia di identificazione impiegata direttamente da noi o da terzi. Per saperne di più, controlla la descrizione di ogni categoria e la cookie policy. Potrai rivedere e modificare le impostazioni in qualsiasi momento.