Battisti, l'Anima Latina finalmente dal vivo: a Milano l'esecuzione integrale che la storia ha negato

La quarta edizione di "Quel Gran Genio" (16-19 novembre) sottrae il cantautore al canone acustico per restituirne la svolta radicale del 1974. Undici musicisti del CPM diretti da Lorenzo Niniano all'EcoTeatro, busker in metropolitana e notti acustiche all'Atelier Colla: il festival diretto da Francesco Paracchini corregge la memoria pubblica.

Milano si prepara a ospitare l'unica esecuzione integrale dal vivo di Anima Latina, l'album del 1974 con cui Lucio Battisti ruppe ogni schema melodico. L'evento è il cuore della quarta edizione di "Quel Gran Genio", in programma dal 16 al 19 novembre, e segna una correzione necessaria: sposta l'attenzione dal consueto "greatest hits" da falò all'opera "da studio" che l'autore, ritiratosi dalle scene nel 1978, non portò mai in tournée.

Il festival, diretto dal giornalista e critico Francesco Paracchini e patrocinato dal Comune di Milano all'interno della Milano Music Week, schiera undici musicisti del CPM Music Institute guidati dal direttore Lorenzo Niniano. L'ensemble affronta gli arrangiamenti complessi del disco — percussioni latine, armonie jazz, sperimentazione di studio — che Battisti non ha mai suonato sul palco. «La voglia di portare 'Anima Latina' era molta», spiega Paracchini. «Vorrei alzare l'asticella e far riscoprire un Battisti diverso, di cui il grande pubblico conosce pochissimi brani. Per me è una sfida bellissima».

Pubblicato a dicembre 1974 da Numero Uno, Anima Latina nacque dopo un viaggio in Sud America e sessioni a Los Angeles. Primo album autoprodotto, abbandonò la struttura canzone per suite strumentali, fiati, sintetizzatori e groove funk-brasiliani. Accolto con freddezza nonostante l'ottavo posto nelle vendite 1975, è oggi considerato capolavoro del pop progressivo italiano. La sua complessità tecnica e l'assenza di un tour ne fecero per decenni il "grande ineseguito" del repertorio battistiano.

Il 19 novembre all'EcoTeatro di Lambrate il concerto si articola in tre atti: i successi pre-1974, l'esecuzione integrale di Anima Latina e i lavori post-1974, i cosiddetti "Dischi Bianchi" con i testi ermetici di Pasquale Panella. La direzione di Niniano garantisce fedeltà filologica agli arrangiamenti originali, mai pensati per il palco, chiudendo idealmente l'arco narrativo dal pop melodico all'avanguardia panelliana attraverso la rottura con Mogol.

A fare da contrasto all'ortodossia orchestrale, il 17 novembre all'Atelier Carlo Colla & Figli va in scena "Battisti e i suoi amici": un'intimità acustica costruita sui compagni di strada dell'artista. Dal gruppo degli esordi Formula Tre ai Dik Dik (per cui scrisse "Dolce di giorno"), fino a Ivan Graziani, affinità elettiva per indipendenza e artigianalità. Sul palco Carlo Poddighe con la sua loop station e il duo umbro Musica Muta offrono una lettura ridotta all'osso, dove timbro e dinamica sostituiscono l'impianto elettrico.

Il 18 novembre l'iniziativa "Battisti Underground" porta le sonorità di Anima Latina direttamente nelle vene della città: busker alle stazioni della metropolitana di Loreto, Garibaldi e Bicocca. Una strategia di democratizzazione che trasforma l'avanguardia ritmica dell'album in esperienza urbana quotidiana, costringendo i pendolari a confrontarsi con suite strumentali e groove complessi nel flusso degli spostamenti, rompendo la separazione tra luogo del concerto e spazio pubblico.

La presentazione stampa alla storica Trattoria Arlati, ritrovo anni Settanta di Battisti e della scena milanese, riporta il festival nei luoghi della vita quotidiana dell'artista, sottrattolo alla dimensione del monumento museale. Paracchini, alla guida de "L'Isola che non c'era" da circa trent'anni, disegna l'evento come prosecuzione della linea editoriale: rigore filologico contro narrazione acritica, avventura intellettuale contro tributo nostalgico. Il patrocinio comunale e l'inserimento nella Milano Music Week collocano l'operazione in un contesto di diffusione urbana capillare.

A chiudere il festival, dal 20 al 22 novembre, il Parco Center ospita l'anniversario dei trent'anni de "L'Isola che non c'era": mostre, jam session e talk. Il festival si conferma così non come evento isolato, ma come nodo in un'infrastruttura critica viva, dove musica d'autore e critica indipendente intrecciano le loro strade, ben oltre la semplice celebrazione nostalgica.

Date e sedi: manifestazione principale 16-19 novembre (16 Gogol'Ostello, 17 Atelier Carlo Colla & Figli, 18 busker metro Loreto/Garibaldi/Bicocca, 19 EcoTeatro) ed estensione 20-22 novembre Parco Center. Biglietti e accesso: consultare calendario ufficiale Milano Music Week e siti dei singoli venue.

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