Il Maxxi Bvlgari Prize alla sua quinta edizione sceglie un trio di finaliste tutte donne

Tre artiste italiane – Chiara Bersani, Adji Dieye e Margherita Moscardini – espongono opere site‑specific al MAXXI dal 6 novembre al 7 marzo, mentre il vincitore sarà annunciato il 23 febbraio, confermando l’impegno del museo e di Bulgari verso la parità di genere e l’arte contemporanea.
La quinta edizione del Maxxi Bvlgari Prize segna un importante punto di svolta per l’arte contemporanea italiana, presentando un trio di finaliste tutte donne: Chiara Bersani, Adji Dieye e Margherita Moscardini. Il premio continua la sua missione di scouting e di acquisizione per la collezione permanente del MAXXI, il Museo nazionale delle arti del XXI secolo a Roma. Il vincitore sarà annunciato il 23 febbraio, e le opere realizzate per il concorso entreranno a far parte del patrimonio museale.
La mostra, curata da Giulia Ferracci, aprirà al MAXXI il 6 novembre per concludersi il 7 marzo. Gli artisti hanno creato opere site‑specific pensate espressamente per lo spazio espositivo, trasformando il museo progettato da Zaha Hadid in un laboratorio di tensioni concettuali. La selezione è stata affidata a una giuria internazionale composta da Francesco Stocchi, Micol Forti, Adam Kleinman, Beatrix Ruf e Rein Wolfs.
Chiara Bersani presenta Blanche. Si fece un giaciglio nel mio udito, una scultura che raffigura una lira trasformata in sarcofago. L’opera trae ispirazione da una mummia del British Museum di Londra affetta da osteogenesi imperfecta, utilizzando la rara condizione genetica come lente per esplorare la fragilità del corpo, della memoria e della storia. Adji Dieye propone Una resa senza caduta, un intervento che capovolge la torre di un padiglione dell’Esposizione coloniale di Parigi del 1931, decostruendo i simboli del potere coloniale francese. Margherita Moscardini completa il trio con Una strada, un getto in bronzo di un tratto di marciapiede di via Guido Reni, proprio davanti al museo, che ironizza sul valore artistico e materiale degli oggetti comuni e riflette sui “beni comuni” e il diritto alla città.
La presidente del MAXXI, Maria Emanuela Bruni, ha sottolineato: “Il Maxxi Bvlgari Prize è uno degli appuntamenti più rilevanti per la promozione dell’arte contemporanea in Italia: accompagna la crescita degli artisti e offre loro uno spazio in cui manifestare la propria capacità di interrogare il presente”. “Un po’ la mission del museo che è quella di fare opera di scouting e di sostenere l’arte giovane”, ha aggiunto. Jean‑Christophe Babin, presidente di Bulgari, ha dichiarato: “Rappresenta pienamente la visione di Fondazione Bvlgari” osservare “sostenere la ricerca artistica, dare spazio a nuove voci e trasformare le idee in opere capaci di generare dialogo, emozione e cambiamento. Siamo felici di accompagnare queste artiste nel percorso di realizzazione di opere inedite e di contribuire, attraverso questa collaborazione, alla crescita della Collezione Maxxi”.
Nato nel 2000 come Premio per la Giovane Arte, il concorso si è trasformato nel 2018 nel Maxxi Bvlgari Prize grazie alla collaborazione con il brand di lusso, diventando un punto di riferimento per l’arte contemporanea in Italia. La giuria internazionale seleziona i finalisti tra candidature presentate da curatori, critici e giornalisti. Le prime quattro edizioni hanno visto vincitori come Diego Marcon, Tomaso De Luca, Alessandra Ferrini e Monia Ben Hamouda, confermando il ruolo del premio nel lanciare le carriere di artisti di spicco.