Sangha, l'album di Mace: il grido per lo spirito collettivo

Il produttore Mace pubblica 'Sangha', il nuovo album in cui la parola in sanscrito per 'comunità' risponde all'illusione dell'io: un progetto nato da un soggiorno collettivo in Toscana con oltre 60 artisti.

Il 27 novembre esce Sangha, il nuovo album del celebre produttore Mace, pubblicato da Atlantic Records Italy e Warner Music Italy. Il titolo, che in sanscrito significa "comunità", rappresenta la risposta filosofica e musicale del producer a un mondo che punta tutto sull'individuo.

L'album è nato in una residenza di tre settimane in Toscana, dove Mace ha riunito oltre 60 artisti, tra musicisti, poeti, cantanti, rapper, artisti visivi e amici. La scrittura si è intrecciata alla vita in sessione, senza orari né schemi predefiniti, dando vita a un caos ordinato.

«Mi sono circondato di persone magiche ma molto diverse tra loro», ha raccontato Mace, selezionando i collaboratori con cura per talento e per energia. La sua visione: non fare più dischi con il singolo al centro, ma costruire un piccolo villaggio di creativi.

«Se Māyā suggeriva l'illusione umana di essere entità separate, Sangha è un invito alla risonanza e all'unione», spiega Mace. Il contrasto tra illusione e realtà, individualismo e comunità, è il cuore filosofico dell'album.

Pubblicato in un venerdì di uscita, Sangha entra nelle sale dei due major italiani. La scelta del doppio label è una mossa strategica per amplificare il messaggio di condivisione a un pubblico nazionale. Per i due label, la promozione dovrà essere incentrata sulla collaborazione stessa, traducendo la visione di comunità in eventi, streaming e campagne marketing.

Sangha deriva dalle tradizioni indù e buddhista, indicando la comunità monastica o il gruppo spirituale che pratica insieme verso l'illuminazione. Māyā, al contrario, è il concetto che spiega l'illusione di essere separati. In un'Italia segnata dalla crisi e dalla frammentazione sociale, il contrasto è urgente.

Sangha potrebbe rivoluzionare il modo di pensare al disco d'autore in Italia, sfidando la logica del singolo e del brand. Mace, passato dall'architetto dietro le quinte all'autore totale, dimostra che la creatività collettiva è ancora viva.

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