Esiste la vergogna? – Tosca rilancia il canto civile con un nuovo singolo che interroga i governi occidentali

Il brano, estratto dall’album “Feminae”, unisce rap slow, cantautorato e tradizione Cantacronache, con un coro di voci bianche e un videoclip che vede la partecipazione di importanti giornalisti italiani.
Il nuovo singolo di Tosca, “Esiste la vergogna?”, è uscito sulle piattaforme digitali e radiofoniche come estratto dal suo album “Feminae”. Il brano pone un interrogativo politico tagliente sulla vergogna collettiva e sull’indifferenza dei governi occidentali, spingendo l’ascoltatore verso un’autocritica immediata. Con questo lancio, l’artista conferma la sua vocazione al canto civile e alla denuncia sociale.
Al centro del brano c’è la domanda “Esistono i soldi, le armi, il genocidio, il petrolio, la paura, la morte, la fame. Ma esiste la vergogna?” e la dichiarazione personale di Tosca: “Io mi vergogno! Degli uomini che ordinano ad altri uomini di uccidere, dei figli ammazzati in nome di una bandiera… Ma per i nostri governi occidentali, che potrebbero fare e invece hanno scelto l'indifferenza, esiste la vergogna?”. Il testo si configura così come una sfida diretta all’ipocrisia e alla passività dei poteri costituiti.
Dal punto di vista sonoro, il singolo si colloca a metà tra rap slow, cantautorato e la tradizione Cantacronache, con le texture raggamuffin di Mama Marjas, il groove di batteria e percussioni costruito da Gegè Telesforo e Michele Santoleri, le orchestrazioni guidate da Tosca e i contributi di Giovanni Truppi. L’intero progetto è curato artisticamente da Joe Barbieri, che ne garantisce coesione e impatto.
A completare il quadro musicale interviene il Coro di Voci Bianche del Teatro dell’Opera di Roma, diretto dal maestro Alberto De Sanctis. La loro presenza conferisce al brano una dimensione corale che amplifica il messaggio di denuncia, trasformando la canzone in un vero e proprio inno civile.
Il singolo si inserisce esplicitamente nella tradizione del Cantacronache, il collettivo post‑war che, guidato da figure come Umberto Eco, Italo Calvino, Sergio Liberovici, Michele Straniero, Giovanna Marini e Giovanna Daffini, mirava a trasformare la musica in cronaca sociale e critica politica. Tosca riprende questa missione, aggiornandola alle urgenti questioni contemporanee.
Il videoclip, diretto da Stefano Ricco, è stato girato al Teatro Eduardo De Filippo e all’Officina Pasolini di Roma. Tra i volti presenti sullo schermo figurano i giornalisti Giovanna Botteri, Concita De Gregorio, Tiziana Ferrario, Linda Giannattasio, Peter Gomez, Valentina Petrini, Luca Sommi e Marco Travaglio, a testimonianza della necessità di testimoniare le ingiustizie.
Come ha spiegato Gegè Telesforo, negli studi di Officina Pasolini ha costruito un groove di batteria e percussioni sul quale ha improvvisato una trama raggamuffin intrecciata a fonemi afro‑meridionali, mentre Giovanni Truppi ha raccolto gli spunti, mentre Tosca guidava il percorso creativo e le orchestrazioni. “Solo una visionaria come Tosca poteva concepire di metterci tutti insieme e guidarci con tanta sapienza”, ha aggiunto Truppi.
Il progetto sarà portato in scena dal vivo nel tour “Feminae a Teatro” (2026‑2027), che toccherà importanti teatri italiani ed europei: il 30 novembre al Teatro Piccolo Strehler di Milano, il 3 dicembre al Teatro Puccini di Firenze, il 7 dicembre all’Auditorium Parco Della Musica Ennio Morricone di Roma, il 14 dicembre al Teatro Acacia di Napoli e il 21 dicembre al Théâtre des Abbesses di Parigi. Gli spettacoli uniscono musica, recitazione e messa in scena visiva, coerenti con la formazione teatrale dell’artista.
Con questo singolo e il tour, Tosca ribadisce il suo impegno a trasformare il teatro in un palcoscenico di responsabilità sociale, ricordando che la vera vergogna non è solo un sentimento privato ma un richiamo a non restare indifferenti di fronte a guerre, genocidi e fame. Un messaggio che continua a risuonare nelle generazioni future.