Addio a Erminia Manfredi, la 'first lady' del cinema italiano che vestiva Nino (e non solo)

La costumista e vedova del grande attore si è spenta: l'annuncio social del figlio Luca. Si erano detti sì nel '55, un matrimonio durato una vita.
Se n'è andata in silenzio, come si conviene a chi ha passato una vita dietro le quinte a cucire addosso agli altri i panni della gloria. Erminia Manfredi, 90 anni portati con l'eleganza di chi non ha mai bisogno di urlare per farsi notare, ha chiuso il sipario. A darne notizia, con un post asciutto su Facebook che sa più di commiato privato che di comunicato stampa, è il figlio Luca: «Mamma non c'è più». Punto. Niente fronzoli, niente retorica. Solo la nuda verità di un legame che ha retto l'urto del tempo e dei riflettori.
Era il 1955 quando Erminia, costumista di razza con le forbici sempre in tasca e l'occhio lungo sui tessuti, sposò Nino Manfredi. Lui era già Nino, lei divenne la sua ombra operativa, la regista invisibile di un ménage che ha sfidato la statistica divorziera dello showbiz. Sessant'anni insieme, tra un ciak e una tournée, tra i successi di «Pane e cioccolata» e le notti insonni da genitori. Lei, del resto, il mestiere lo conosceva bene: vestire i personaggi, curare i dettagli, far quadrare i conti della scena. Con Nino ha fatto lo stesso, ma fuori dal set.
Lascia un figlio, Luca, che ne ha ereditato la discrezione, e un'eredità fatta di punti invisibili e amore rumoroso solo nei gesti. I funerali? Ancora top secret, come piaceva a lei. L'ultimo atto, del resto, si recita senza pubblico.