Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto: il capolavoro di Petri che ribalta ogni logica giudiziaria

Proprio mentre l'Italia del 1970 vive un momento di forte tensione sociale e politica, Elio Petri lancia sul grande schermo un film che non solo racconta un delitto, ma interroga il rapporto tra legge, potere e psicologia umana: “Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto”. Un classico del cinema italiano che torna in tv su Rai Movie, giovedì 29 ottobre alle 21.10, perfarne il suo posto nella storia del cinema mondiale.

Il film apre con un colpo di scena narrative ineguagiabile: un ispettore di polizia, appena promosso alla guida della sezione omicidi, uccide la propria amante — tradita con un'ideologa contestatista — lasciando sul posto del delitto tracce inconfondibili di colpevolezza. Eppure, nessuno dei suoi colleghi sospetta mai il vero autore del reato. Il “Dottore”, come viene chiamato in tutta la pellicola senza mai essere rivelato il suo nome, incarna la figura del cittadino che crede di essere al di sopra della legge, un uomo che si considera un “cittadino modello” ma che in realtà naviga nei fari dell’ipocrisia e del cinismo istituzionale.

Al centro del film, Gian Maria Volonté con una performance da urlo — un mix di freddezza, intelligenza e tensione repressiva — sostenuto da una colonna sonora di Ennio Morricone che non è mai solo sottofondo, ma vero e proprio attore narrativo. Morricone, tra l’altro, fu l’autore della “canzoncella” che il Dottore canta in macchina: una melodia ingenua che si sposa con la follia repressa del protagonista, un vero scherzo udiotivo che solo lui potrebbe aver concepito.

Accanto a Volonté, Florinda Bolkan in un ruolo non banale: Augusta Terzi, l’amante tradita, non è una vittima passiva ma una figura che lotta per la sua autonomia in un mondo dominato da uomini violenti eppure certi. Tra shampoo, sguardi carichi di tensione e una scena deliziosa in cui la luce soffusa del set incombe quasi romantica, Bolkan regala al film una complessità emotiva che sfida ogni stereotipo.

E proprio questa complessità è l’eredità più grande di “Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto”. Petri non offre risposte, ma domande scomode: chi è davvero il criminale? Colui che uccide, o colui che, pur avendo tutti gli indizi, non arriva mai a indagarli? Con uno stile preciso e tagliente, il regista costruisce un film che è anche un’inchiesta sull’illusione della neutralità dello Stato, e sull’incapacità della società di riconoscere il male quando è nascosto sotto un abito pulito.

Non per niente, la pellicola oggi ci sembra più attuale che mai. E allora, se proprio non la potete perder, mark Your calendar: giovedì 29 ottobre, alle 21.10, su Rai Movie. Non vi manchi.

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