Corpusculum: Cesarina Vighy ritorna con una poesia postuma che ridefinisce la letteratura contemporanea

L'autrice veneziana, morta nel 2010, è stata travolta dalla SLA ma ha continuato a scrivere, offrendo un inno alla dignità dell'esistenza

Il 27 novembre 2025, l'editore interno Poesia ha pubblicato Corpusculum, la prima raccolta poetica postuma di Cesarina Vighy. La raccolta, di 112 pagine e venduta al prezzo di €15, raccoglie liriche, haiku e brevi testi teatrali che esplorano vita, tempo, amore, morte e la malattia. La pubblicazione, arrivata più di un decennio dopo la scomparsa dell'autrice, costituisce un evento letterario di rilievo che restituisce al pubblico una voce poetica fondamentale.

Cesarina Vighy, nata a Venezia il 31 maggio 1936, ha iniziato la sua carriera come attrice di teatro prima di trasferirsi a Roma, città adottiva che ha profondamente influenzato la sua opera. Ha esordito come scrittrice a 72 anni con il romanzo L'ultima estate (Fazi editore, 2009), che le ha valso il Premio Campiello Opera Prima e la cinquina del Premio Strega. Questa doppia candidatura ha confermato il consenso critico e di pubblico verso la sua voce letteraria.

Corpusculum è un inno alla dignità dell'esistenza e alla forza della parola poetica, esplorando vita, tempo, amore, memoria, vecchiaia e malattia. La prefazione di Claudio Damiani descrive la scrittura di Vighy come "lapidaria… al tempo stesso fluida, scorrevole come acqua", paragonandola a Orazio per la verve e la naturalezza del verso. L'opera affronta con "disarming intelligence" e ironia costante i temi esistenziali che la caratterizzano.

La battaglia personale contro la sclerosi laterale amiotrofica (Sla) ha segnato profondamente l'opera di Vighy, senza però trasformarla in un lamento patetico. La malattia neurodegenerativa, che porta a paralisi progressiva e una prognosi di 2-5 anni, non ha indebolito la sua capacità di scrivere. Al contrario, la sua poesia è rimasta "vigile, leggera, precisa", una risposta creativa e filosofica che trasforma la malattia in una lente aggiuntiva per osservare la vita con ironia e grazia.

La raccolta si muove tra forme diverse: poesie liriche, haiku essenziali e brevi drammi teatrali che si intrecciano per esplorare temi come la famiglia, Roma, la memoria e la malattia. Il titolo, che significa "corpicino", suggerisce un corpo poetico minuto ma denso di significato. Come da Damiani, la prosa di Vighy è "precisa, leggera, con uno sguardo filosofico, ironia, grazia, humour, profondità".

Un esempio perfetto dello stile è il verso che apre Gatta alla Metastasio: "La mano sulla zampa/la zampa sulla mano/a lungo noi restiamo/sdraiate sul sofà". Corpusculum non è solo una raccolta di poesie, ma un testamento che conferma la sua posizione tra le voci più originali della letteratura italiana contemporanea. La pubblicazione postuma di questa opera rappresenta un momento cruciale per il panorama letterario, solidificando Vighy come una voce fondamentale e originale.

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