Paul Bettany torna Vision: «L’uomo con i suoi limiti batte la macchina»

In «VisionQuest», la nuova serie Disney+, l’androide scopre di avere un figlio umano e si interroga sull’identità. L’attore, alla Festa del Cinema di Roma, ha raccontato il legame tra finzione e vita reale.

Paul Bettany è pronto a ritornare nei panni di Vision, l’androide che è una via di mezzo fra Pinocchio e Frankenstein, nella serie «VisionQuest» in otto episodi su Disney+. Presentato alla Festa del Cinema di Roma, il capitolo ha messo al centro un robot che, sotto falsa identità, si ritrova a fuggire con un ragazzo che potrebbe essere suo figlio (Ruaryd Mollica), in compagnia di intelligenze artificiali come Ultron (James Spader).

«È uno strano enigma che mi sono posto — spiega l’attore —. Vision scopre di avere un figlio umano. Una situazione impossibile che mi ha fatto pensare ai miei stessi figli». E qui Bettany apre un sipario sulla sua vita: uno dei suoi figli non è biologico (Kai, 27 anni, nato da una precedente relazione della moglie Jennifer Connelly), «eppure in qualche modo lo è esattamente come gli altri». Un legame che risuona nella trama, dove Vision, un modello maschile positivo, ha reazioni più umane di quelle degli esseri viventi, ma si fa le stesse domande esistenziali di Pinocchio: chi è, se è buono o cattivo.

Bettany ammette che recitare nei panni di un robot è una sfida: «Forse sono solo pigro, ma scelgo di fare ciò che conosco. Ho sempre cercato di interpretare un essere umano». Il trucco, dice, è stato immaginare la lunga fila di attori che vorrebbero essere al suo posto per gestire l’umore dentro un costume claustrofobico.

Infine, l’attore si confronta con il tema dell’intelligenza artificiale, ormai nelle nostre vite. «Non spetta a me decidere se l’IA è utile o dannosa, ma ho pensato a quanto sia efficiente l’IA e quanto siamo inefficienti noi umani. Cose meravigliose nascono dalla nostra inettitudine. Io sono una persona inefficientissima, chiedetelo a mia moglie!». Un tono leggero che cattura l’essenza del personaggio: un robot che celebra l’imperfezione umana.

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