Lino Banfi a 90 anni: «Non sono felicissimo». Il rimpianto del viaggio mai fatto e l’eredità di Lucia
A «Verissimo» l’attore pugliese si confessa a Silvia Toffanin: settant’anni di carriera, una standing ovation e il dolore per la moglie scomparsa nel 2023. Tra rimpianti e ironia, il «nonno d’Italia» ci ricorda che si può raccontare la propria vita con onestà, senza rinunciare a un pizzico di ribellione.
ROMA — A novant’anni, Lino Banfi non chiede scusa a nessuno. Tanto meno alla vita. Ospite di Silvia Toffanin a «Verissimo», l’attore pugliese — festeggiato lo scorso 9 luglio con eventi in tutta Italia — ha spiazzato il pubblico con una confessione senza filtri: «Felicissimo? No». Il rimpianto? Non aver mai concesso a se stesso, né all’adorata Lucia scomparsa nel 2023, né ai figli, un viaggio vero. «Non ho visto niente dell’estero. Non ho mai fatto una crociera», ha spiegato, aggiungendo che il lavoro — sette decenni di set, a volte quattro film contemporaneamente, con cambi di scena direttamente in auto — gli ha lasciato poco spazio per le vacanze.
Ma Banfi è un personaggio che non si arrende alla malinconia. Con il suo «banfiota», quel linguaggio che persino Papa Francesco ha elogiato prevedendo che un giorno «tutti parleranno come te», l’attore trasforma il rimpianto in ironia. «Tante cose non le ho fatte, è vero, ma poi in fondo mi dico: “ma che mi frega? Mica è necessario farle”. Non è obbligatorio per forza saper nuotare, non ho avuto il tempo di imparare, non è che ero scemo», ha detto ridendo. È il tratto di un uomo che ha vissuto a cento all’ora, ma che oggi, a novant’anni, sa guardarsi indietro con disarmante onestà.
Il momento più intenso, però, arriva quando il «nonno d’Italia» ricorda Lucia. «Lei mi chiamava Lillino». Insieme hanno attraversato difficoltà economiche, pianti nascosti lontano dai figli, momenti in cui lui voleva mollare e lei lo spingeva a resistere. «Era orgogliosa, tenace, perseverante. Anche quando all’inizio avevamo problemi economici e forse non aveva i soldi per la spesa, non ha mai lasciato debiti nei negozi: voleva andare a testa alta», racconta Banfi, commosso. «Ecco, la sua forza è quella che mi manca ora».
Accolto da una standing ovation, Banfi chiude la sua apparizione a «Verissimo» con una lezione che vale per tutti: si può essere famosi, amati e allo stesso tempo pieni di rimpianti. Ma si può anche scegliere di riderci sopra, onorare chi non c’è più e dire, senza ipocrisia, che la felicità non è un obbligo — è una costruzione quotidiana, anche a novant’anni.