Sense & Sensibility 2.0: i matrimoni di convenienza diventano trappole, le Dashwood non si arrendono

"Ragione e sentimento" (2026) di Georgia Oakley, con Daisy Edgar‑Jones, Caitríona Balfe e Esmé Creed‑Miles, debutta al cinema in 131 minuti e già si pregia di un rating di 3,8/5. La regista britannica, classe 1988, e la sceneggiatrice Diana Reid strappano il romanzo di Austen al velluto dei costumi old‑British, puntando su una Reggenza cruda, dove i matrimoni di convenienza sono una trappola e le donne lottano per sopravvivere. Il patriarca dei Dashwood muore, l’eredità di Norland va a John, manipolato dalla spietata Fanny (Stacy Martin), che scarica la vedova Mrs. Dashwood e le sorelle Elinor, Marianne e Margaret. Costrette a trasferirsi in un misero cottage del Devonshire, le sorelle trovano rifugio in un’estetica “fine a sé stessa”: case lussuose o misere, vestiti che si sporcano, interni soffocanti e una natura selvaggia che specchia i loro tormentsi. Elinor si lega silenziosamente a Edward Ferrars, fratello di Fanny, mentre Marianne cade sotto il fascino di John Willoughby, ignorando il più maturo colonnello Brandon. Il tutto è un mix di ragione e sentimento che, nel momento di massimo sconforto, deve trovare un punto d’incontro. Il film, fresco di 31 anni dal cult di Ang Lee, si conferma un period drama raffinato ma con una contemporaneità che non riesce a nascondere la sua patina fine a sé stessa. 3,8/5.

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