Händel, «Theodora» torna a Roma: l'oratorio dimenticato rivive alla Sala Sinopoli

Il 16 novembre alle 20:00, la Sala Sinopoli ospita l'unica tappa italiana del tour del Monteverdi Choir e degli English Baroque Soloisti. L'oratorio di Händel, assente da Roma dal 1984, sarà diretto da Christophe Rousset con la regia di Tom Guthrie.
Il 16 novembre alle 20:00, la Sala Sinopoli dell’Auditorium Parco della Musica ospita Theodora di Georg Friedrich Händel. È l’unica tappa italiana del tour internazionale del Monteverdi Choir e degli English Baroque Soloisti, e segna il primo allestimento romano dell’oratorio dal 1984. L’evento rientra nella programmazione dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia.
Il concerto si inserisce in un’ampia tournée internazionale avviata il 2 novembre al Teatro Colón di Buenos Aires. Dopo le tappe sudamericane a Montevideo, Lima e San Paolo e l’apertura europea a Parigi, l’ensemble prosegue verso Oxford il 18 novembre e Londra il 19. Roma rappresenta dunque il cuore europeo del viaggio.
La direzione musicale è affidata a Christophe Rousset, che guida gli English Baroque Soloisti su strumenti originali. La regia è di Tom Guthrie, interprete di una formula “messe in scena” che privilegia la parola e la voce senza apparati scenici completi. Il cast vede Marie Lys nei panni di Teodora, Alice Coote come Irene, Iestyn Davies nel ruolo di Didimo, Guy Cutting come Settimio, John Chest in Valente e Jonathan Hanley come Messaggero.
Händel compose Theodora nel 1749, su libretto inglese di Thomas Morell. La prima rappresentazione al Covent Garden Theatre di Londra, il 16 marzo 1750, fu un insuccesso di pubblico, nonostante il compositore la ritenesse una delle sue opere migliori. Solo la critica moderna, guidata da studiosi come Winton Dean, ne ha riconosciuto il valore come uno degli oratori più profondi del musicista.
L’oratorio narra il martirio della giovane cristiana Teodora, che rifiuta di rinnegare la fede, intrecciando temi di coscienza, sacrificio e libertà spirituale. Tra le arie più celebri figurano “As with rosy steps the morn”, “With darkness deep” e “Angels ever bright and fair”. L’opera è oggi considerata un apice della produzione drammatica di Händel.
La sala, con i suoi circa 1.200 posti e un’acustica intima, offre la cornice ideale per un’ensemble barocco senza sovrastare le voci. Il formato “messe in scena” combina rigore musicale e elementi scenici minimi, concentrando l’attenzione sull’espressività corale e vocale.
Il progetto si lega all’incisione di Messiah, pubblicata a dicembre da Harmonia Mundi. Il 18 novembre, alla Sohmen Concert Hall di Oxford, verrà registrato dal vivo Theodora, documentando l’interpretazione degli ensemble per i posteri. La serata romana anticipa dunque questa tappa discografica.