Fara Gera d'Adda, si riaccende il cinema: il filmaker Emerson Testa riporta la proiezione in paese

Venerdì 23 riapre il Cinema Oratorio San Luigi e Sant'Agnese, chiuso da tre anni. La gestione tecnica è del responsabile Anteo, che da bambino scoprì la magia della cabina di proiezione.

Stasera, venerdì 23, il Cinema Oratorio San Luigi e Sant'Agnese di Fara Gera d'Adda riaccende lo schermo dopo quasi tre anni di buio. A guidare l'operazione è Emerson Testa, 29 anni, filmaker e responsabile tecnico del gruppo Anteo — tra i principali circuiti cinematografici italiani ed europei, che gestisce anche il multiplex di Treviglio.

Per Testa è un ritorno alle origini. A sette anni entrò per la prima volta nella cabina di proiezione della sala di paese. «La mia vita non è più stata la stessa», racconta. Il parallelismo con «Nuovo Cinema Paradiso» di Giuseppe Tornatore è immediato, ma la scena si sposta dalla Sicilia del Dopoguerra alla Bassa bergamasca di oggi. «Se non mi fosse stato permesso di osservare il proiezionista al lavoro, forse avrei fatto altro nella vita», spiega.

Oggi Testa si occupa di postproduzione: il complesso processo di confezionamento di un film prima del debutto, dal montaggio alla colonna sonora, dal colore al doppiaggio, fino al sound design. Ha seguito ai festival di New York e Londra «Artificial» di Luca Guadagnino, con Andrew Garfield nei panni controversi dell'«AI-Man» Sam Altman. Il regista gira spesso negli Stati Uniti, ma conclude i propri lavori a Milano, all'Anteo Palazzo del Cinema, dove lavora Testa con i suoi colleghi. Da «Bones and All» con Timothée Chalamet al nuovo film di Guadagnino, in uscita a inizio anno e atteso tra premi e polemiche per il tema dell'intelligenza artificiale.

La riapertura della sala di Fara Gera d'Adda è resa possibile da oltre cinquanta volontari. La programmazione parte con «Odissea» (stasera e domani alle 21, biglietto a tre euro) e continua con film per famiglie come «Oceania» (domenica pomeriggio, a prezzo ridotto) e titoli più complessi, come «Naza» il 28 ottobre, raramente proposti fuori dai centri più grandi come Bergamo o Treviglio.

«Ci siamo immaginati la riapertura come una festa», afferma Testa. «Le arti non risolvono i problemi, ma sanno abbattere le barriere. I giovani che hanno devastato il centro di Milano e di altre città sono il risultato di un sistema che ha fallito, alzando steccati invece di abbatterli. Il cinema è stato per me un rifugio. Sarebbe bello lo fosse anche per tanti altri. La nostra è una sala di comunità, a disposizione di tutti».

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