Digger: il fallimento di Tom Cruise che non riesce a vendersi

Il film "Digger" di Alejandro González Iñárritu ha incassato solo 20 milioni di dollari in tutto il mondo, il peggioresimo risultato degli ultimi 19 anni. Con un budget di 180 milioni più 100 milioni di marketing, il film doveva raggiungere i 300 milioni per pareggiare i conti – un obiettivo che non è stato raggiunto.

Tom Cruise, iconico per Top Gun, Maverick e Mission Impossible, interpreta qui un magnate del petrolio che scava in Groenlandia e innesca una catastrofe climatica globale. Fisicamente trasformato – con protesi, capelli grigi e un aspetto quasi irriconoscibile – il protagonista sembra quasi un alieno. La critica lo definisce troppo sperimentale, pomposo e confuso, incapace di essere un prodotto commerciale.

La campagna pubblicitaria di Warner Bros. ha tentato di trasformare la controversia in una sfida culturale, ma il messaggio "decidi tu" non ha convinto il pubblico. Come scrive il Los Angeles Times, "Digger, con Tom Cruise, affonda al botteghino". L'Associated Press lo ha paragonato a un moderno Dottor Strange sul clima. Il Hollywood Reporter lo chiama un "fallimento coraggioso e magnifico", mentre IndieWire lo definisce un film d'arte spettacolare.

In sintesi, "Digger" non è un sequel né un remake, ma un'opera complessa che chiede al pubblico di accettare un Tom Cruise diverso da quello che conosce. La domanda rimane: quale versione di Tom Cruise il pubblico è disposto a comprare?

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