Adriano Giannini, volto di 'L'estranea' e 'Ritorno a Buenos Aires' a Venezia: l'attore figlio d'arte che doppia Brad Pitt e ora indaga la fragilità della perfezione familiare

Adriano Giannini, volto di 'L'estranea' e 'Ritorno a Buenos Aires' in concorso a Venezia, ha confessato di essere stato a lungo la "voce dei divi", doppiando Brad Pitt tra gli altri. Figlio d'arte, ha alle spalle 11 anni come operatore di ripresa prima di intraprendere la carriera attoriale, un percorso che gli ha dato una comprensione profonda del rapporto con registi e troupe.

Nel suo nuovo film, 'L'estranea' di Strippoli (in uscita l'8 ottobre con 01), Giannini interpreta Walter, marito di Anna (Jasmine Trinca) in una famiglia apparentemente perfetta fino a quando la misteriosa Valeria Bruni Tedeschi non fa irrompere il caos. L'attore racconta di aver accettato il ruolo dopo tre anni di proposta, attratto dalla sceneggiatura "che gioca in una zona grigia, fino a toccare toni horror" e dalla sua densità relazionale.

Walter, all'apparenza un uomo sicuro di sé, crolla quando si confronta con la fragilità - anche la sua. "Vive ancorato all'immagine che si dà di sé, della propria famiglia - spiega Giannini - e quando questa immagine crolla, crollano anche i pilastri su cui è costruita la famiglia. E la sua vita, e questo lo porta a scomporsi abbastanza velocemente."

Secondo l'attore, questo tipo di uomo "appartiene a una certa classe sociale e culturale di uomini dove le fragilità, le debolezze non sono messe in discussione, affrontate, condivise, capite. Non c'è neanche la possibilità di andare su quel territorio. Quando ci si trova, non hanno neanche il vocabolario emotivo rispetto a certe fragilità, non hanno strumenti per affrontare il dialogo con se stessi."

La carriera di Giannini, iniziato nel 2001 con 'Alla rivoluzione sulla due cavalli' di Sciarra, include collaborazioni con Sorrentino, Soderberg, Giovannesi, Annaud, Soldini, Archibugi, Moretti, Sollima. L'attore, cresciuto in un ambiente cinematografico grazie al padre Giancarlo (anche lui doppiatore), ha alle spalle esperienze come doppiatore, prestando la voce a star come Joaquin Phoenix, Brad Pitt e Benicio Del Toro.

A Venezia, Giannini ha partecipato con due film: 'L'estranea' e 'Ritorno a Buenos Aires' di Marco Bechis. Entrambi i progetti, afferma, "mi stanno a cuore. Sono film completamente diversi ma trovo punti di contatto tra i due personaggi, Walter e Mariano Guerra di Bechis, e riguardano in maniera diversa la colpa e la vergogna." Quest'ultimo personaggio, in particolare, porta con sé "un senso di colpa, una vergogna che si era insidiata nei 30 anni successivi a quello che già aveva passato nei due anni nel campo di detenzione... La vergogna è qualcosa che ti accompagna nella vita, qualcosa di incalcolabile e indicibile."

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