Douglas-Turner: la chimica dietro la pietra verde era vera (Zemeckis e DeVito ne sapevano niente)

Nei suoi memoir, Michael Douglas ammette la relazione segreta con Kathleen Turner sul set di «All'inseguimento della pietra verde» del 1984. Lei, oggi 72enne, ridimensiona il clamore: «Santo cielo, che clamore per qualcosa accaduto 40 anni fa!»

Per oltre quarant'anni, uno dei segreti più resistenti di Hollywood è rimasto sigillato nel cassetto sbagliato: l'intesa tra Michael Douglas e Kathleen Turner non era solo recitazione. Nel memoir «One Helluva Ride», in uscita il 6 ottobre, l'attore racconta: la relazione esisteva davvero, e nacque durante le riprese di «All'inseguimento della pietra verde» nel 1984.

Il film li metteva nei panni di Jack Colton e Joan Wilder; lo schermo, come spesso accade, non inventava molto. Sul set messicano, dopo le lunghe giornate, i due si ritrovavano in privato. La versione pubblica, secondo Douglas, era falsa: le smentite avevano fatto lungo corso, ma con questa rivelazione il sipario cade. E il cast, pare, faceva finta di non sapere: la storia fu tenuta nascosta a Robert Zemeckis e a Danny DeVito.

Il passaggio più scomodo riguarda la situazione sentimentale dell'attore: all'epoca era ancora legalmente sposato con Diandra Luker, sebbene la coppia fosse già separata. L'episodio che chiude la parentesi accadde quando la moglie raggiunse il set in Messico con il figlio Cameron, all'epoca bambino. Diandra, riporta Douglas, fece presente a Turner: il matrimonio era ancora in corso. E la relazione si spense lì. «Lo feci per Cameron», scrive l'attore, lasciando intendere che il dazio sia stato pagato sul campo: con la moglie non tornò più nulla. Il divorzio arrivò solo nel 2000.

Pur con quell'intoppo, il sodalizio cinematografico continuò: «Il gioiello del Nilo» (1985), «La guerra dei Roses» (1989) e, anni dopo, «Il metodo Kominsky». Douglas racconta di aver chiesto l'autorizzazione a Turner prima di pubblicare quella pagina. La risposta dell'attrice, oggi 72enne, è un pizzico di ironia che taglia corto: «Santo cielo, che clamore per qualcosa accaduto 40 anni fa!». Poi ammette di volergli bene e di voler leggere il libro.

Dunque, quarant'anni dopo: la chimica c'era. Non era magia, non era solo bravura. Era una storia vera. E Hollywood, come sempre, ha aspettato il memoir per farla uscire dal tunnel.

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