Alessandro Borghi, 40 anni tra la ribalta e i tic: da stuntman a protagonista della Mostra di Venezia
Alessandro Borghi compie oggi quarant'anni. Il neorealismo digitale italiano ha un volto nuovo, e quel volto è il suo. Lo abbiamo visto alla Mostra del Cinema di Venezia, al centro di «Nessun dolore», il film di Gianni Amelio che indaga i dilemmi esistenziali con la consueta crudezza poetica del maestro. Ma prima del successo, prima della ribalta, c'era una storia tutta da raccontare.
Nato a Roma il 19 settembre 1986, Borghi ha iniziato la carriera di attore quasi per caso. Fu un talent scout a notarlo, fuori da una palestra che frequentava abitualmente. Una curiosità che solo chi è del mestiere conosce: il lancio più spettacolare della sua vita non fu sul set, ma tra gli attrezzi di una palestra romana.
Tra il 2005 e il 2007, tuttavia, Borghi lavorò a Cinecittà come stuntman — una parentesi che lui stesso definisce con ironia: «Era solo uno dei miei trecento lavori». Un dettaglio che dice molto del suo carattere: chi ha la schiena d'acciaio e la tenacia di un stuntman non si arrende mai davanti alla macchina da presa.
Sotto la superficie dell'attore, però, si nasconde una battaglia silenziosa. Borghi convive con la sindrome di Tourette, un disturbo neurologico che non gli ha mai impedito di essere impeccabile sul set, ma che ha plasmato la sua sensibilità artistica in modo profondo. «Non essere cattivo» sembra essere il suo mantra, dentro e fuori dal set.
A guidarlo nella gestione della carriera c'è la compagna, che ricopre anche il ruolo di manager. Una doppia funzione che suggerisce un rapporto basato sulla fiducia totale, raro nel mondo dello spettacolo.
Quarant'anni, sette segreti, una carriera costruita con la stessa determinazione di chi ha passato anni a cadere e rialzarsi tra le quinte. Alessandro Borghi è pronto a rivelarli tutti.