Odi et amo. Quare Id faciam,fortasse requiris.

Nescio, sed fieri sentio et excrucior.

[Odio e amo. Forse mi chiedi come io faccia.

Non lo so, ma sento che ciò accade, e mi tormento.]

 

Catullo si può definire l’ideatore dell’amore tormentato.

Le parole del poeta descrivono chiaramente il sentimento di ambivalenza: amore e odio, sentimenti contrastanti rivolti verso una persona che procurano angoscia mista a piacere. 

 

Ma un amore tormentato si può definire sbagliato?

    Catullo definiva sbagliato l’amore che provava per Lesbia? Il poeta si è chiesto perché provasse un sentimento contrastante per quella donna sposata che lo tradiva procurandogli gelosia e sofferenza, ma non è riuscito a darsi una risposta.

Molti personaggi celebri sono stati vittime (o carnefici) di un amore tormentato.

Eleonora Duse di Gabriele D’Annunzio disse: “Preferirei morire in un cantone piuttosto che amare un’anima tale. D’Annunzio lo detesto, ma lo adoro.”

Della loro storia si è parlato molto, ci sono stati tradimenti, rotture e crisi e si sono scritti per anni. In una delle lettere che D’Annunzio scrisse a Eleonora, la definì: “Gioia e tormento della mia vita.”

Quando Eleonora conobbe il Vate, era già un’attrice famosa e acclamata non sono solo in Europa; portando in scena i drammi dannunziani, assicurò a D’Annunzio l’attenzione della critica e un successo popolare.

Spesso si è creduto che lei fosse vittima di un uomo egocentrico e trasgressivo ma se leggete il libro “Eleonora Duse/Gabriele D’Annunzio, Come il mare io ti parlo. Lettere1894-1923”, a cura di Franca Minnucci, vi renderete conto di quanto il loro rapporto fosse altalenante. Non si può parlare di vittima e carnefice, i ruoli spesso erano invertiti.

La loro storia durò quasi 10 anni, finì nel 1904, poi si incontrarono per caso a Milano nel 1922 e lei morì da sola, di tubercolosi, dopo due anni.

Quando morì, sembra che D’Annunzio abbia detto: “È morta quella che non meritai.”

 

    Anche Napoleone Bonaparte, innamorato di Giuseppina Beauharnais, le scriveva delle lettere, anche se lei non sempre rispondeva e questo faceva infuriare il genio militare, tanto da scriverle: “Non ti amo più; al contrario, ti detesto.”

Giuseppina fu la prima moglie di Napoleone e quando lo conobbe nel 1795, era già stata sposata ed era una donna mantenuta da diversi amanti. Lui ne era innamorato e geloso, la sposò un anno dopo e in seguito partì lasciandola sola a Parigi.

Lei lo tradì diverse volte, ma anche Napoleone non le restò fedele; la loro relazione non fu meravigliosa come loro volevano far credere, infatti la famiglia di Napoleone aveva fatto di tutto per ostacolare la loro unione.

Quando Napoleone decise di avere un erede (aveva già avuto dei figli illegittimi) la loro storia finì, perché lei non aveva più l’età per dargli un figlio e nel 1810 sposò Maria Luisa d’Austria.

Ma quando Napoleone morì, sembra che le sue ultime tre parole richiamassero i suoi più grandi amori: “La France, l’armée e Josephine.”

 

Mentre la celebre pittrice messicana Frida Kahlo, innamorata del pittore Diego Rivera, disse di lui:

“In vita mia mi sono capitati due incidenti gravi. Il primo quando un tram mi ha messo al tappeto. L’altro è Diego.”

Frida e Diego si sposarono nel 1929, per lui era il terzo matrimonio e lei lo sposò pur sapendo che sarebbe andata incontro a numerosi tradimenti.

Diego era il pittore più famoso del Messico rivoluzionario, Frida una ragazzina che aveva sempre sognato di fare il medico ma a causa di un grave incidente, che la costrinse a una lunga degenza, abbandonò gli studi e si dedicò alla pittura.

Pochi mesi dopo il matrimonio, lui la tradì con sua sorella e lei, per vendicarsi lo tradì con Leon Trotskyi (guidò l’Armata Rossa contro gli eserciti zaristi nella Guerra Civile nel 1917). Ma era solo l’inizio, i due ebbero numerosi amanti ma non riuscirono mai a lasciarsi.

 

Se Catullo vivesse ai giorni nostri, niente cambierebbe perché l’amore tormentato capita e, secondo me, una volta nella vita è capitato a tutti.

Non c’è niente di razionale nell’innamorarsi di una persona, anche se razionalmente sappiamo che quella persona ci farà soffrire. Spesso ciò che intuitivamente ci sembra sbagliato, viene stravolto dai sentimenti d’amore che proviamo.

È così, qualcuno non riesce a fuggire da un amore che lo tormenta, qualcuno non si accorge di vivere un amore ambivalente, qualcuno lo riconosce ma fa finta di nulla e qualcuno ci scrive una storia. Molti sono gli scrittori che hanno raccontato storie di amori straziati e sicuramente molti spunti delle loro opere provengono dalla loro vita privata.

Un fatto è certo: anche se siamo colpevoli di aver commesso un errore, mai sentirsi in colpa per un errore. Abbiamo pur sempre amato e amare non è mai sbagliato.

   

 

 

( foto da wikipedia.org, theredlist.com