Pasc  – Il diritto di splendere debutta a Genova, accende il dibattito sul femminicidio

L'opera di teatro civile di Pasquale Guadagno, 14 anni, orfano di femminicidio, apre una finestra su chi resta dopo la violenza di genere.

Debutto nazionale di Pasc  – Il diritto di splendere

L'11 novembre il Teatro della Gioventù di Genova ha ospitato la prima nazionale di Pasc  – Il diritto di splendere, opera di teatro civile scritta e diretta da Andrea Berti. L'opera vede sul palco il giovane Pasquale Guadagno, 14 anni, orfano di femminicidio, insieme all'attrice Silvia Prioreschi.

La tragedia personale diventa spettacolo
Guadagno ha perso la madre, uccisa dal padre, quando aveva solo quattordici anni. Il femminicidio della madre lo ha reso orfano e ha segnato il suo percorso di vita.

Un cast inedito
La messa in scena vede Guadagno affiancato dall'attrice professionista Silvia Prioreschi sotto la regia di Andrea Berti, che ha curato la traduzione teatrale della storia personale dell'attore.

Assenza, rinascita e impegno civile
Lo spettacolo ruota attorno all'assenza e alla possibilità di rinascere, ma è anche un progetto civile che chiede prevenzione, educazione affettiva e responsabilità pubblica verso chi resta dopo un femminicidio.

La voce dell'autore
"La mia storia è pubblica, in parte è stata cronaca – ha dichiarato Guadagno – e scegliere di esserne anche l'attore significa assumermi la responsabilità di darle corpo e voce, in prima persona, a ogni replica. Trasformare in teatro il proprio vissuto e farlo arrivare a chi mi siede davanti è la sfida di Pasc , ed è qui che sento la forza di questa scelta."

Parla Rita Bruzzone
L'assessora alle Pari opportunità di Genova, Rita Bruzzone, ha sottolineato: "L'opera offre la possibilità di aprire una finestra su un aspetto poco conosciuto e spesso trascurato dei femminicidi: cosa succede a chi rimane? Pasquale ha dovuto affrontare il femminicidio della madre in giovanissima età e ha deciso di trasformare la sua storia privata in un'opera di teatro civile."

Parla Silvia Salis
La sindaca di Genova, Silvia Salis, ha ribadito che il dramma del femminicidio segna profondamente la vita dei figli, dei familiari e di tutte le persone che erano vicine alla vittima. "Le istituzioni hanno responsabilità precise, sia nella tutela delle vittime e dei loro familiari, sia nella prevenzione, a partire dall'educazione affettiva delle nuove generazioni. La violenza di genere è un problema culturale, sociale e politico, che dobbiamo affrontare intervenendo sulle sue radici."

Contesto: dati, leggi e dibattiti
Secondo le statistiche ISTAT, ogni anno diverse donne sono vittime di femminicidio in Italia, lasciando dietro di sé minori che diventano orfani. Stime pubbliche indicano che decine di ragazzi rimangono orfani di femminicidio ogni anno. Il quadro giuridico è stato rivoluzionato dal Codice Rosso (Legge 69/2019), che ha ampliato le protezioni per vittime e testimoni e istituito il numero unico 1522. Parallelamente, il Fondo per gli orfani di femminicidio garantisce un supporto concreto a queste vittime indirette. Il teatro civile, tradizione italiana di impegno, e il dibattito parlamentare sulla necessità di introdurre l'educazione affettiva nelle scuole completano il quadro: la prevenzione passa dalle aule.

Il debutto come punto di partenza
Il debutto genovese di Pasc  rappresenta un punto di partenza per un percorso che potrebbe avere un impatto reale oltre la platea. Se il teatro è uno strumento di denuncia e consenso, il lavoro di Guadagno e Berti ha il potenziale di fare breccia nel dibattito pubblico, portando nel cuore del paesaggio culturale italiano la ferita di chi resta.

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