Carrara, l'Annunciazione di marmo torna a casa: la Maestà di Moneta restaurata andrà al Museo del Marmo

L'opera votiva seicentesca, recuperata grazie a Comune, Soprintendenza e Club Alpino, sarà esposta temporaneamente al Museo delle Arti prima della collocazione definitiva. Una copia fedele già posizionata sul sentiero storico di montagna.

Carrara ritrova un pezzo della sua memoria scolpita nella pietra: la «Maestà di Moneta», icona votiva del XVII secolo raffigurante l'Annunciazione, è stata recuperata, restaurata e presentata questa mattina in città. L'opera, realizzata da scalpellini anonimi su lastra figurativa legata a un blocco con iscrizione, evita il magazzino per approdare definitivamente al Museo del Marmo.

Nel cuore delle Alpi Apuane, dove il marmo bianco plasma l'identità da duemila anni, il Seicento cristiano affidava la devozione popolare allo scalpello degli artigiani locali. L'Annunciazione, soggetto prediletto del Barocco, diventava qui preghiera di materia: il lapide si faceva veicolo di fede e testimonianza dell'artigianato carrarese.

Il recupero è frutto di un lavoro corale: Comune di Carrara, Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio e le sezioni del Club Alpino di Carrara e Sarzana hanno riportato alla luce l'icona, affidando il trattamento dei materiali lapidei a Francesca Lazzarotti, specialista del settore.

L'intervento ha richiesto pulitura, consolidamento e ricombinazione degli elementi: due perni hanno permesso di ricongiungere correttamente la lastra figurativa al blocco con l'iscrizione, restituendo leggibilità e integrità all'opera con precisione da orologiaio della pietra.

Una copia fedele è già stata installata sul sentiero storico di montagna, ricollocando l'Annunciazione tra i percorsi del territorio. L'originale restaurato è esposto temporaneamente al Museo delle Arti di Carrara, in attesa del trasferimento definitivo al Museo del Marmo.

Più che un oggetto devozionale, l'icona sigilla il legame tra arte, materia e territorio: il lavoro del marmo, la tradizione cristiana e la memoria collettiva si intrecciano in un unico blocco lapideo, oggi restituito a Carrara dopo secoli di silenzio.

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