Pieraccioni porta al cinema ‘Un weekend artificiale’, la commedia sull’AI che vuole rubarci le emozioni

Uscita il 12 novembre, il film mescola fabel di Pinocchio e sette ospiti in una villa per indagare un androidi nascosto, riflettendo sull’empatia nell’era digitale.
Il film ‘Un weekend artificiale’ di Leonardo Pieraccioni arriva nelle sale italiane domani, 12 novembre, distribuito da Vision. La storia mette sette sconosciuti in una villa misteriosa a Serano, di proprietà di Roberto Zibetti, costretti a scoprire quale tra loro nasconde un androide.
Pieraccioni ribalta il copione hollywoodiano: l’intelligenza artificiale del film non mira a rubare i posti di lavoro, ma a ‘rubarci le emozioni, anche quelle che ci fanno soffrire’, come spiega l’autore. L’opera si presenta come una favola contemporanea, richiamando il tema di Pinocchio, con l’algoritmo come burattino e il gruppo di italiani medi nei panni di Geppetto.
La scelta del cast attinge a piene mani dal cabaret e dal teatro comico, settori dove il rapporto con il pubblico è immediato e il timing di una battuta è cruciale, spiega Pieraccioni. L’obiettivo è offrire un ‘piccolo campionario di umanità colorato, allegro, vivace, a tratti strampalato’, con attori che hanno il timing nel DNA.
Tra i volti del gruppo spiccano Giulia Vecchio (Cristiana, interior designer), Herbert Ballerina (Nello, factotum della villa), Massimo Ceccherini (direttore di banca), Tosca D’Aquino (psicologa), Alessandro Mauthe (stagista), Paolo Hendel (pensioner), Marta Zoboli (profumiera), Giovanni Esposito (Erminio) e Tim Daish (Mr. Hunt). A questi si aggiunge il cameo di Giorgio Panariello, richiamo nostalgico per i fan di ‘Torno Sabato’.
Vision punta sul titolo per ritagliarsi fette di mercato in una stagione affollata, puntando su commedie indie che parlano al presente. L’uscita a metà novembre, lontano dai blockbuster natalizi, favorisce il passaparola. In Italia la penetrazione degli smartphone è vicina al 90% e gli assistenti vocali girano in tasca a un utente su tre, rendendo il tema ‘AI in salotto’ cronaca domestica.
Pieraccioni cita Elon Musk senza reverenza: ‘Forse è vero quello che dice Musk che tra dieci anni ci saranno solo i lavori empatici e probabilmente anche noi sceneggiatori dovremmo incominciare a lavorare con un altro spirito, ma non ho paura’. La colonna sonora punta su ‘forse qualche canzoncina, ma mai un capolavoro come “Sally” di Vasco Rossi’. L’androide sullo schermo risponde ai prompt con l’entusiasmo di un impiegato catasto: ‘molto democristiana, molto quadrata’.
Il regista vanta un track record che dagli esordi de ‘I laureati’ (1995) a ‘Il ciclone’ (78 miliardi di lire incassati) gli garantisce un pubblico forte: una commedia media può portare al weekend d’esordio incassi tra 3 e 5 milioni di euro, cifra che Vision spera di replicare. Il film si propone dunque come uno specchio dell’Italia che chatta con ChatGPT ma teme di non saper più piangere davanti a ‘Sally’, unendo risate e riflessione sull’empatia non replicabile.