È morta Carla Braccialini, la signora che da piccola bottega a Firenze trasformò le borse in un impero globale

A 95 anni si è spenta a Firenze la fondatrice del brand Braccialini, icona del 'made in Italy' e Cavaliere del Lavoro, che da umili origini negli anni '50 costruì un impero di accessori riconosciuto in 40 paesi.

Carla Braccialini è morta a Firenze all'età di 95 anni. La stilista, imprenditrice e Cavaliere del Lavoro ha lasciato un'eredità che va ben oltre la collezione di accessori: il brand Braccialini, fondato negli anni '50, è diventato un nome riconosciuto in 40 paesi con 50 mono-brand store.

Nata a Ponte a Mensola in Toscana, Braccialini non aveva un titolo di studio in moda o design. Con un disegno matematicamente sbagliato, una penna e un taccuino, ha creato una bottega di quattro o cinque operai a Firenze che ha generato bag e accessori colorati, con motivi floreali e una rosa che è diventata il logo del brand. Il suo approccio era intuitivo, quasi infantile: tessere la moda senza la scuola, con l'istinto e la creatività pura.

Ma fu proprio in quegli anni che la storia si incrociò con quella del punk londinese. Nel 1986, Braccialini ha concluso un accordo di licenziamento con Vivienne Westwood, la leggendaria stilista che ha reso iconica la moda punk. Quel patto ha segnato un punto di svolta: non solo ha portato il nome Braccialini nei negozi di Londra e a livello internazionale, ma ha dimostrato che un piccolo laboratorio toscano poteva essere un partner credibile per un designer di tendenza. L'accordo ha elevato il brand da accessori regionale a casa di lusso autorevole.

La transizione del potere è arrivata negli anni '70, quando il marito Roberto Braccialini è scomparso. In quel momento decisivo, Carla ha assunto la guida completa dell'azienda insieme ai tre figli: Riccardo, Massimo e Lorenzo. La moglie ha continuato a guidare Braccialini come donna imprenditrice, mantenendo viva l'anima artigianale di un'azienda fondata su valori che il suo marito non avrebbe potuto vedere arrivare fino a lei. La sua giovinezza a Ponte a Mensola, durante la guerra, le ha insegnato a lavorare con materiali scarsi e a trovare bellezza nel semplice, una lezione che ha plasmato l'identità del brand.

Il riconoscimento ufficiale è arrivato nel 2009, quando il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano le ha conferito il Cavaliere del Lavoro. L'onore, uno dei più alti premi per gli imprenditori italiani, ha consacrato la figura di Braccialini come pilastro del "miracolo economico", quell'epoca di rinascite industriali dove donne autodidastiche come lei hanno creato un'industria dal nulla.

Oggi, dopo quasi un decennio di leadership, Carla Braccialini ha lasciato il suo posto ai figli. La sua eredità è stata preservata dall'aprile 2017, quando Graziella Holding, una società di investimento con sede ad Arezzo, ha acquisito il brand. La mossa di acquisizione rappresenta un modello tipico dell'industria toscana: un holding regionale entra a proteggere un marchio d'autore, mantenendo i posti di lavoro e l'identità artigianale senza permettere una fusione con un colosso multinazionale. La storia di Braccialini, nata dalla tessitura toscana, dalle strade di Ponte a Mensola e dalle borse colorate, è ora guidata dalla nuova generazione, ma il nome resta indiscutibilmente "Made in Italy".

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