Cindy Crawford rompe il silenzio dopo la morte del figlio Presley: «Ti ameremo per sempre»

Dopo settimane di massimo riserbo, la famiglia di Cindy Crawford ha rotto il silenzio sulla tragica scomparsa di Presley Gerber, avvenuta il 20 settembre scorso a soli 27 anni. La top model, insieme al marito Rande Gerber e alla figlia Kaia, ha condiviso su Instagram un messaggio carico di dolore, amore e gratitudine, accompagnato da una fotografia in bianco e nero del giovane sorridente.

Nel post, i genitori e la sorella ricordano Presley come un'anima dolce e meravigliosa, ringraziando tutte le persone che, in queste settimane difficili, hanno manifestato affetto e vicinanza. «Siamo affranti per aver perso il nostro amato figlio e fratello», scrive la famiglia, sottolineando quanto siano stati fortunati ad averlo avuto nelle loro vite per 27 anni. Un messaggio semplice e struggente, nel quale alla sofferenza si affianca la gratitudine per il tempo trascorso insieme e per i ricordi che resteranno indelebili.

Il saluto finale è una promessa che va oltre la perdita: «Fino a quando ci rivedremo, dolce ragazzo nostro. Ti ameremo per sempre». Parole che restituiscono la dimensione più intima di una tragedia vissuta lontano dai riflettori, nonostante la notorietà internazionale della famiglia.

Anche Kaia Gerber, sorella minore di Presley e affermata modella e attrice, ha voluto ricordare il fratello con una dedica personale, pubblicando fotografie e video che ripercorrono alcuni momenti della loro infanzia. Nei suoi ricordi emerge il legame profondo che li univa, fatto di complicità, affetto e una storia condivisa fin dai primi anni di vita.

Presley, nato il 2 luglio 1999, aveva seguito le orme della madre nel mondo della moda, firmando un contratto con l'agenzia IMG Models quando aveva appena 15 anni. Nel corso della sua carriera aveva lavorato con importanti marchi internazionali, tra cui Calvin Klein e Dolce & Gabbana, costruendo un percorso professionale personale al di là della fama dei genitori.

Negli ultimi anni aveva inoltre parlato apertamente delle proprie difficoltà legate alla salute mentale e alla dipendenza da sostanze, affrontando pubblicamente temi delicati e spesso accompagnati da stigma. Nel 2025 aveva avviato sui social la rubrica "Mental Health Mondays", con l'obiettivo di incoraggiare conversazioni più sincere sulle fragilità che molte persone tendono a nascondere.

La sua morte è avvenuta in una struttura di riabilitazione e le circostanze del decesso sono ancora oggetto di accertamenti. Le autorità hanno preso in considerazione l'ipotesi di un'overdose, ma la causa ufficiale della morte non risulta ancora pubblicamente confermata.

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