Saffo sbarca al Palatino: la mostra che trasforma la poetessa in icona ribelle
Alle Uccellerie Farnesiane, sul Palatino, inaugura oggi «Saffo. Lo Spirito della poesia». Fino al 31 gennaio 2027, il pubblico può esplorare 40 opere dedicated to the Greek poetessa, unica grande voce femminile della letteratura arcaica.
La mostra, curata da Silvia Romani, che definisce Saffo una «rockstar della letteratura greca arcaica», ne esplora la figura, la fortuna e il mistero. Simone Quilici, direttore del Parco archeologico del Colosseo, sottolinea come l'esposizione offra l'opportunità di scoprire una delle figure più popolari della lirica greca, indagandone sia l'eredità che l'aspetto enigmatico.
L'esposizione è suddivisa in due padiglioni. Nel primo, la poetessa è ricostruita attraverso testimonianze materiali: vasi, sculture, dipinti. Temi centrali il tuffo dalla rupe di Leucade, evocato in una proiezione, e la luna, immortalata da Filippo Palizzi nel 1865.
Il secondo padiglione è un viaggio dalle metamorfosi ottocentesche – con opere di Gustave Moreau e Federico Faruffini – alla cultura pop, con L'uovo di Saffo di Alda Merini ed Enrico Baj, fino al Sappho Swatch del 1991. Un profumo di rosa accompagna l'esperienza, richiamando i frammenti della poetessa.
Nel catalogo, edito da Electa, saggi di Camillo Neri, Nadia Fusini e Alessandro Cavagna ne approfondiscono l'eredità critica e culturale.
Saffo, devota di Artemide, cantava le sue liriche alle donne dell'isola. La sua figura, superata la leggenda del suicidio, si rivela immortale, capace di parlare ancora oggi.