Gabriella Germani, la comediansi ciociara che riride della politica con sarcasmo
La comica di Sora ha trasformato in spettacolo il disprezzo del consigliere Pd verso le sue origini, ironizzando sulla polemica del "circololetto ciociaro" e diventando un punto di riferimento per le imitazioni politiche più spregiudicate.
Gabriella Germani, comica originaria della Ciociaria, ha risposto con ironia alle parole del consigliere del Pd, Floriano Della Bella, che aveva apostrofato la premier dicendo: "A Roma non c'è il circololetto ciociaro, non ne abbiamo bisogno". "Chi viene da questa terra è così forte che ce la fa senza bisogno di aiutini", ha scherzato la comica, senza però rinunciare al sarcasmo. "Siamo gente che ha il coraggio di rischiare, perché quando non hai niente da perdere, al massimo rimani al punto di partenza".
Nel suo one woman show "Ma chi mi credo di essere?", bastano un tic o un gesto esasperato per trasformarla in Daniela Santanché, Lilli Gruber, Barbara Palombelli, Francesca Fagnani, Monica Bellucci, Mara Venier e tanti altri volti della politica, della televisione e del cinema. Tra i suoi bersagli anche Giorgia Meloni, imitata per la prima volta dalla Germani durante un'ospitata come vicepresidente della Camera, ai tempi di Fini, nel 2007. "La notai da vicepresidente della Camera, ai tempi di Fini, nel 2007. Eravamo ospiti a Matrix da Mentana e la sua cadenza romanesca mi colpì: mi veniva facile da imitare. Quando feci la sua imitazione, lei mi chiamò per complimentarsi. Ora che ci penso non ho nemmeno memorizzato il suo numero: non sono una che ne approfitta", racconta.
Anche al "Maurizio Costanzo Show" l'imitazione ha avuto successo: la Germani ha impersonato Lilli Gruber e la vera Meloni si è prestata a una finta intervista. "Ai tempi era all'opposizione e io la incalzavo. Le dicevo che invece di chiamare il partito Fratelli d'Italia avrebbe fatto meglio a scegliere Dov'è la vittoria. Le chiedevo se alla figlia Ginevra raccontava ancora la favola di Cappuccetto Rom e se era orgogliosa che anche se aveva solo 5 anni già menava gli zingari di 8", ricorda la comica.
Ciociaria torna anche nello spettacolo: "Lo mostro su una cartina: sono nata a Sora tra Strangolagalli e Roccasecca, sono cresciuta ad Arce, ho studiato al Tulliano di Arpino, che deve il nome a Cicerone. Ad Arpino si tiene anche il Certamen Ciceronianum". Le hanno mai fatto pesare le sue origini? "No. E io ne sono orgogliosa. Pensiamo alla Ciociara di De Sica – anche lui di Sora – con Sophia Loren che interpreta una combattente, una donna forte e determinata, una donna capace di rialzarsi con grande dignità. E poi cosa dovremmo dire di Marcello Mastroianni? O di Giovenale e Tommaso d'Aquino?".
Quanto al carattere della sua terra, la Germani conclude: "Abbiamo una generosità e una semplicità che portano lontano. Io nel mio piccolo mi sono laureata in Giurisprudenza, ho lavorato con Mogol, Baudo e Fiorello. E poi al di là delle idee politiche non si può offendere una terra". Anche i politici, si sa, dovrebbero essere furbi: Giorgia Meloni non si era offesa per la sua imitazione: "Alla fine fa gioco". "Sì, i politici di solito non si offendono mai e cavalcano l'imitazione. È più facile che se la prendano i personaggi del mondo dello spettacolo", osserva la comica, citando una famosa giornalista intervistatrice e una conduttrice caciarona comeFrancesca Fagnani e Mara Venier come coloro che invece avrebbero reagito male.