La bambina che cantava per vivere: morta a 8 anni l'idol giapponese Runa, cinque giorni dopo il suo ultimo applauso
**L'addio a Hirata Runa, stella nascente del Dianna Project di Nagoya. Si è spenta serenamente nel cuore della notte per una miocardite legata all'influenza. Cinque giorni prima aveva salutato i fan con un messaggio colmo di gioia: la notizia è arrivata il 28 settembre, con la richiesta di rispettare la famiglia.**
È durata meno di nove anni, ma Hirata Runa ne ha vissuti di intensi. Nata a Nagoya il 16 aprile 2018, è entrata giovanissima nel Dianna Project, la realtà giapponese che forma e accompagna bambini e ragazzi verso il mondo dello spettacolo e dell'entertainment, attraverso corsi, concerti, eventi e attività artistiche. In pochi mesi si è guadagnata un pubblico affezionato, diventando uno dei volti più riconoscibili di quella piccola accademia di talenti.
L'ultimo appuntamento sul palco risale al 20 settembre: come faceva spesso, Runa ha cantato, sorriso e ringraziato il pubblico. Poco dopo, sui social, ha scritto un messaggio semplice e radioso: gratitudine ai fan, entusiasmo per una giornata passata insieme, la gioia di chi sa di amare quello che fa. Nessuno avrebbe potuto immaginare che fossero gli ultimi.
Cinque giorni dopo, la tragedia. Il 25 settembre, intorno alle 4 del mattino, la bambina si è spenta serenamente in ospedale. La causa, confermata dalla famiglia e dal Dianna Project, è una miocardite legata all'influenza: un'infiammazione del muscolo cardiaco che può avere un decorso rapido e inaspettato. La famiglia ha voluto che circolasse solo la certezza di un saluto sereno, lontano dal clamore.
L'annuncio ufficiale è arrivato il 28 settembre. Il progetto ha ringraziato i sostenitori e tutti coloro che hanno camminato al fianco di Runa nel suo breve ma luminoso percorso, chiedendo al contempo rispetto e discrezione: niente interviste, nessuna domanda sui social riguardo alla sua scomparsa. Il dolore della famiglia va protetto, non scansionato.
C'è chi, nei commenti, ha lasciato mazzi virtuali di fiori e messaggi di speranza: Runa è rimasta sui palchi di chi l'ha amata, e lì resterà. La sua storia ci ricorda quanto sia fragile e preziosa la giovinezza, e quanto valga abbracciare con entusiasmo i sogni di chi li inseguisce con il cuore, anche se ne ha solo otto.
Una promessa di sorrisi interrotta troppo presto. Un addio che fa male, ma che lascia il segno di chi, da piccola, ha già saputo far battere forte un cuore di pubblico.