Chiambretti e il prete: il talk che si ripete senza sorprese
Subheading: Il conduttore usa la talare come scorciatoia per dare tono, ma finisce per svuotare l'ospite di sostanza, ripetendo sempre lo stesso schema.
Chiambretti apre le sue nuove trasmissioni con un prete – spesso don Luigi Ciotti – convinto che l’abito talare alzi subito il livello simbolico della serata. Il mezzo televisivo, però, è implacabile: l’ospite finisce inevitabilmente «chiambrettizzato», ridotto a qualche vezzo o vanità da mettere in scena.
Il conduttore non cerca più di esaltare l’interlocutore, né di metterlo su un piedistallo; si accontenta di estratti di repertorio, lasciando che la tv faccia il resto. Da anni il format è identico: intervista, battuta, gioco di sponda e ironia evidenziata, nonostante cambi di canale, titolo e qualche ospite.
Forse Chiambretti spera ancora di trovare nell’ospite ciò che non riesce più a dare lui stesso, aggrappandosi al credito del passato o alla mancanza di un sostituto all’orizzonte. In squadra figurano Alessandra Ghisleri, ormai opinionista a tutto tondo, Patrick Facciolo, parodia dell’esperto di comunicazione, e l’autrice Irene Ghergo, pronta a coinvolgere nomi come Freccero o Travaglio.