Alessia Merz, 52 anni: da "Heidi" a Non è la Rai, l'ascesa tra cattiverie e luci rosse
TRENTO — Alessia Merz spegne oggi 52 candeline. Nata a Trento il 24 settembre 1974, la showgirl ripercorre in una lunga intervista al Corriere (novembre 2023) l'ingresso a 17 anni nel meccanismo spietato di Non è la Rai, il programma di Gianni Boncompagni che ha forgiato una generazione di stelle (e di illusioni).
"Sono partita da Trento tipo Heidi che scende dai monti", racconta. Timida, insicura, senza «la faccia tosta che mi è venuta dopo». Balla "Please don't go" per l'audizione. Il 25 agosto 1992 le comunicano un mese di prova: piange, terrorizzata all'idea di trasferirsi a Roma da sola. Viaggio in treno in piedi, valigione in mano, «l'animo di chi sta andando al patibolo».
La realtà supera i timori. Si ritrova tra 120-130 ragazzine in guerra per la lucina rossa della telecamera. «Se per caso la telecamera si posava su di me, qualcuna mi passava davanti apposta. 'Oh, scusa, non ti avevo visto'». Trova un posto in prima fila: le sfilano la sedia da sotto. "Vai subito in fondo, sei l'ultima arrivata". Dispetti continui, cattiverie sistematiche. Le madri delle concorrenti a fare da cornice tossica: "Questa viene qui a rubarci il lavoro".
Poi la svolta. Trenta giorni dopo le offrono un contratto annuale, privilegio per poche. «Di colpo mi cambiò il mondo. Fissa in prima fila, le stesse ragazze che prima mi detestavano di colpo mi coccolavano, mi portavano l'acqua, mi lisciavano i capelli, mi facevano i massaggini sul collo, sperando di rubare un'inquadratura grazie a me».
Un ritratto impietoso della fabbrica dei sogni anni Novanta: dove l'adolescenza veniva messa in vetrina, macinata, e chi sopravviveva imparava in fretta che la luce rossa non illumina — acceca. Merz ne esce, diventa velina a Striscia la notizia, sposa Fabio Bazzani, costruisce una famiglia. Oggi, a 52 anni, può permettersi di raccontarlo senza filtri. La Heidi di allora ha smesso di scendere dai monti. Ora li guarda da un'altra prospettiva.